Tu sei qui

Ottobre 2020. Mentre tutto accelera…
29/10/2020
-
news

di Claudio Dall’Agata

Insomma arieccoci. La tanto temuta seconda ondata del Covid19 è arrivata travolgendo negazionisti e sensazionalisti, che hanno seminato il campo, polarizzandolo, di virologi, politici, opinionisti di professione, filosofi, intellettuali fino all’uomo della strada.

E da perfetti infettivologi ormai sappiamo bene che nella pancia dell’onda si registra l’accelerazione più vigorosa della diffusione pandemica, in attesa che questa venga contenuta, si infranga o scarichi tutta la sua forza a riva. Questa accelerazione pervade tutti gli assestamenti economico sociali conseguenti, anche quelli propri della distribuzione alimentare. Così l’ultimo DPCM e la paura crescente del Covid-19 hanno spinto gli italiani tra le mura di casa a consumare i pasti a fare scorte in vista di nuove limitazioni agli spostamenti.

A leggere i dati dell’ultima rilevazione Nielsen sembra di fare un viaggio nel tempo. Nel passato però e non nel futuro. Le vendite della distribuzione moderna sono tornate al periodo marzo-aprile, quando era obbligatorio consumare i pasti a casa. Adesso non lo è, ma moltissime famiglie hanno deciso che è meglio così. Dal 12 al 18 ottobre l’aumento delle vendite della Gdo è stato del 4,09%, con progressi particolarmente significativi al Sud (+7,66%) e nel Nord-est (+6,05%). Il progresso è stato sostanzioso anche al Centro (+3,39%), mentre sembra reagire in maniera più rilassata il Nord-ovest (+1,97%), nonostante i casi di Milano e Torino. Questa impennata delle vendite, che segue quella dei contagi, arriva al termine di una progressiva accelerazione: i rialzi settimanali consecutivi sono ora sei.

Se questo è il primo effetto dello spostamento di consumi, accelera anche la velocità di adattamento con cui Esselunga sta adeguando la propria canalità integrando la prossimità. Sì, perché ormai è risaputo che i limiti agli spostamenti hanno provocato i peggiori effetti negativi sulle grandi superfici, iper e superstore, tanto da mandare in difficoltà anche Esselunga, il best in class della distribuzione alimentare. Prosegue quindi lo sviluppo del format LaEsse su Milano, con l’apertura di due nuovi store. Il primo in corso Genova rappresenta il formato finora conosciuto sin dalla prima apertura in Corso Italia, nel quale convivono supermercato, caffè con cucina e spazio locker, mentre lo store di viale Monte Nero (500 mq) è ancora più estremo e, collocato nei locali in precedenza destinati a una filiale bancaria, è a tutti gli effetti un negozio di prossimità, con un assortimento a libero servizio composto da circa 3.000 item (freschi, come carne, pesce e gastronomia, latticini e confezionati), di cui circa 1.000 a marchio Esselunga, con anche articoli come borracce, bottiglie e tazze termiche firmati Laesse. In sintesi assortimento più ampio di un qualsiasi Margherita di Conad paragonabile e un’incidenza della marca privata di oltre il 30%. Presente il vino per il quale è stato creato un angolo enoteca in un’offerta alto di gamma, che propone bottiglie da mezzo litro e una buona scelta di spumanti e in epoca Covid un piccolo spazio con mascherine (per adulti e junior) e disinfettanti in varie forme e confezioni. Si paga utilizzando il cellulare abilitandolo alla lettura dei qrcode dei prodotti, scaricando la app Esselunga e cliccando su un totem all’ingresso che permette di accedere alla lettura dei codici a barra, come per la soluzione Presto Spesa nei negozi di maggiori dimensioni. Inoltre, due delle quattro casse sono proprio dedicate a questo genere di pagamenti. A fianco de Laesse è stato creato uno spazio indipendente per il ritiro della spesa con i locker, 42 sportelli per il ritiro della spesa fatta online, compresi i freschi .

Ma il cambiamento non avviene solo in termini di canale, ma anche nelle modalità di promozione del canale. Lo confermano i dati Nielsen presentati durante l’evento di ShopFully “Il digitale al servizio del Drive To Store: strategie e casi di successo”. Dall’inchiesta condotta da Nielsen fra i CEO di Industria e Distribuzione emerge infatti che il 95% di loro intende investire molto sulla trasformazione digitale. Il volantino digitale è individuato come investimento strategico primario dal 71% degli intervistati, mentre il 57% dichiara che ridurrà gli investimenti dedicati al volantino cartaceo poiché nel 2020 il digitale ha superato la carta come mezzo per informarsi e pianificare la spesa. Se non è accelerazione questa! E per il futuro chiedete a Wholofood - urly.it/38ghd

 

Fonti e approfondimenti