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Audit Bestack in stabilimento: si riparte dall’ascolto
08/10/2020
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news

di Enrico Montaguti

 

Dopo quasi 5 mesi nei quali ci siamo concentrati nel mettere in sicurezza le nostre attività, nell’immaginare nuovi progetti e nell’implementare la tecnologia di una nuova comunicazione sempre più virtuale, dove gli incontri fisici sono stati sostituiti dalle video call, questa settimana siamo tornati fisicamente negli stabilimenti dei nostri soci per controllare le produzioni di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta, dopo che nel primo semestre 2020 avevamo svolto gli audit virtualmente.

Bestack infatti compie due audit all’anno negli stabilimenti dei propri consorziati. La finalità è monitorare prestazioni e dimensioni, più tutta una serie di parametri da rispettare in ottemperanza alla normativa richiesta, delle produzioni di imballaggi in cartone per ortofrutta.

La visita in stabilimento e il contatto diretto con chi si occupa direttamente di qualità, produzione, logistica e più in generale di tutto il processo consente di essere in ascolto con chi quotidianamente lavora su questi temi. Consente di tenere un filo diretto con chi affronta le difficoltà operative della produzione e più in generale con le novità e le difficoltà che si incontrano durante l’anno.

L’audit comincia con la scelta dei campioni da prelevare, direttamente dalla linea produttiva o dal magazzino dello stabilimento che, in relazione a una logistica spesso just in time tra produzione e consegna, generalmente conserva lotti per non più di qualche giorno. Una volta scelti i campioni si passa alle verifiche di conformità. Queste verifiche si basano su tre parametri: dimensione, prestazione, tracciabilità. L’analisi dimensionale è volta a garantire l’impilabilità tra imballaggi diversi a parità di formato e ad evitare quindi problemi in piattaforma. Bestack ha redatto infatti standard, specifici per ogni formato, che hanno permesso di efficientare negli anni le operazioni logistiche della filiera ortofrutticola su tutti i mercati, sia a livello nazionale che internazionale, nei mercati all’ingrosso italiani fino alla GDO, passando per i diversi canali in export.

Ad oggi lo standard Bestack è applicato a circa l’84% degli imballaggi in cartone prodotti in Italia e, poichè il cartone è il materiale di imballaggio più utilizzato in ortofrutta, è a tutti gli effetti lo standard di imballaggio più diffuso per l’ortofrutta. Tale approccio negli anni è stato mutuato anche da Fefco a livello europeo, che ha esteso lo standard Bestack con il nome di CF (Common Footprint). Per questo siamo stati l’interlocutore per l’Italia di FEFCO e LIDL nella scelta delle dimensioni per gli imballaggi di trasporto per la catena tedesca nel momento in cui è stato definito il tray selector, di fatto un’interfaccia informatica per la condivisione dei modelli da utilizzare clusterizzabile per provenienza, prodotto e dimensione del collo.

Ritratto il flessometro per le misure dimensionali e predisposti i campioni da inviare al laboratorio esterno per le prove prestazionali, si passa alle verifiche documentali. Le verifiche documentali indagano alimentarietà, certificazione forestale e purezza delle carte utilizzate per gli imballaggi destinati all’ortofrutta. Gli audit Bestack vengono sempre svolti di concerto con l’Istituto Italiano dei Plastici e il Centro Qualità Carta di Lucense, a cui vengono affidate le analisi prestazionali di BCT e migrazione piombi. Ricevuti i riscontri ci confrontiamo con i singoli consorziati sui risultati e interveniamo approfondendo eventuali non conformità, rendendo disponibile la documentazione analitica delle prove condotte in digitale.

Incontrare le aziende è un valore aggiunto per il Consorzio, che può approfondire e mettere a sistema gli spunti di miglioramento riguardo le difficoltà che accomunano realtà molto differenti per operatività e know-how… basta mettersi in ascolto.