Tu sei qui

Produzione primo semestre 2020: su quali canali, segmenti e trend surfare?
09/08/2020
-
news

di Claudio Dall’Agata

Inutile illudersi. Il quadro di riferimento macroeconomico segna variazioni negative da tempo, per questo gli unici dati positivi si trovano solo se si analizzano i trend. Infatti nel complesso la produzione industriale italiana a giugno sale del 8,2% rispetto a maggio, ma segna il passo rispetto allo stesso mese dell’anno scorso con un meno 13,7% al netto delle correzioni di calendario. La caduta della produzione nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risulta così pari al -18,3%. Soffrono meno i beni di consumo quotidiano come gli alimentari, mentre il fiato è molto corto per abbigliamento, trasporti e prodotti petroliferi. Sostanzialmente andamenti e trend sono sulle montagne russe, dove chi ha perso tanto vede rimbalzare i volumi, purtroppo con percentuali molto più basse rispetto alle cadute, così come l’obiettivo, per chi è riuscito a contenere le perdite nei mesi passati, è tentare di non perdere sul lungo periodo.

Così il comparto degli articoli in plastica e gomma chiude il mese con un incremento del +11.8% rispetto a maggio, ma perde ben il -16,4% rispetto a giugno 2019, mentre nei primi sei mesi dell’anno la contrazione della produzione del comparto si attesta al -21,2%. Il cartone, secondo i dati raccolti ed elaborati da GIFCO, nel complesso contiene le fluttuazioni con 0,79% di contrazione a giugno sull’anno precedente in metri quadri e -0,63% in tonnellate, variazioni che portano il cumulato nel primo semestre 2020 a -3,56% in metri quadri e -3,96% in peso sul 2019. Dati certamente negativi, ma comunque sopra media.

Per questo, in termini strategici, un approccio laterale non è più rinviabile, anche perché se il mercato domestico fatica, l’aiuto dall’export arriverà solo in tre anni. Il 34esimo rapporto realizzato dall’Ice in collaborazione con Prometeia, Istat, Fondazione Masi, Università Bocconi e Politecnico di Milano prefigura che nel 2020 la riduzione dei flussi sarà del -12%, nel 2021 comincerà la ripresa, che non sarà sufficiente (+7,4%) e si dovrà attendere anche l’anno successivo, se tutto va per il meglio, che  dovrebbe far segnare un’ulteriore crescita del 5,2%, così da riportarci in una situazione pre Covid-19.

E nel frattempo come provare a uscirne? Certamente sul campo rimarranno diversi operatori. Tre su tutti i fattori di cambiamento indicati dal semestre. Lo spostamento sul confezionato: ci sono segmenti che sono stati rivoluzionati con forte impatto sulle confezioni, come gli affettati che perdono il 10% al banco e crescono del 18,1% in vascehtta. Centrale il tema dell’igiene e della pulizia: sono cresciute del 19.9% le vendite per l’house cleaning, che ha visto esplodere l’omnicanalità con + 300% di crescita dell’e-commerce. Questo sul food si tramuta in progetti di salvaguardia della sicurezza alimentare, come nel caso di Esselunga, che aumenta le verifiche su punti vendita, prodotti, stabilimenti di fornitori anche di imballaggio.

Da ultimo per la produzione sarà fondamentale aggrapparsi alle marche, quelle che stanno soffrendo meno in termini di volume e beneficiando di più in mark up a valore, e scoprire e presidiare altri canali, come nel caso della segmentazione di cross merchandising nel mercato on line, che nel complesso cresce del 160%, come nel caso di Alce Nero. Le confezioni non siano sorde a questi richiami. I più bravi come sempre saranno quelli che sapranno anticipare e surfare su queste onde… sperando che siano di cartone.

 

Fonti e Approfondimenti: