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Kick-off drupacee: prodotto limitato e prezzi alti, occasione per le nuove tecnologie?
10/07/2020
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di Enrico Montaguti

Sono stati pubblicati dal CSO Italy i dati relativi ai prezzi alla produzione di albicocche, nettarine e pesche dall’inizio della campagna 2020 alla settimana 28, dati raccolti dalle Camere di Commercio di Verona, Forlì, Bologna e Bari, quindi capaci di dare un panorama fedele dell’andamento drupacee. Il dato che analizziamo riferisce alle sole quotazioni all’acquisto dal produttore, un dato che quest’anno è particolarmente influenzato dai volumi disponibili. Infatti alla piaga da cimice asiatica sono seguite le incursioni di gelate e grandinate tra marzo e maggio, con cui hanno dovuto fare i conti in particolare i produttori dell’Emilia Romagna. La conta dei danni denunciata dal presidente di CIA Emilia Romagna è di centinaia di milioni di euro solo in questa regione con una perdita di produzione per ettaro tra il 50% e il 100% in un anno già molto complicato.

Arriviamo così ad analizzare la differenza di prezzo d’acquisto tra l’inizio della stagione 2020 e lo stesso periodo dell’anno precedente. Per le albicocche la vendita quest’anno è iniziata in anticipo con prezzi medi delle primizie di 1,60 euro al Kg, ma ben presto il confronto con la settimana 23 traccia sul mercato di Bologna la differenza di quasi un euro tra il prezzo 2019 (inferiore agli 80 centesimi) e quello 2020 vicino a 1,80 euro. Anche per le nettarine gialle le prime settimane 2020 hanno registrato rincari tra i 40 e i 50 centesimi al Kg rispetto all’inizio di stagione 2019, rincari simili a quelli accusati dai prezzi delle pesche gialle.

Perché, inevitabilmente ci si chiede? È la regola della domanda e dell’offerta. Poco prodotto e offerta costante, che per i prodotti alimentari fa schizzare il livello di prezzo. Purtroppo il motivo è congiunturale e non strutturale, soprattutto se si pensa che non è correlato a una migliore qualità del prodotto… anzi, nello specifico ci troviamo di fronte a calibri minori rispetto alla stagione precedente. Il risultato per il consumatore è quello di un prodotto di minore qualità a prezzi più alti. Non solo, la disponibilità di tutti i gangli della filiera viene meno nel momento in cui la pressione dei prezzi cresce, specie se si tiene conto dell’effetto della programmazione di promozioni al consumo con prezzi di vendita in linea con il 2019.

Una buona premessa per incrementare i consumi e permettersi di lavorare sulle fasce alte di prezzo? Non credo. Infatti l’innovazione sulla confezione non può prescindere dalla qualità del prodotto in anni come questo. E viceversa. È in anni nei quali c’è la qualità del prodotto che occorre sviluppare politiche di costruzione del valore, lavorando sulla soddisfazione del cliente, sul suo incremento e sul mantenimento attraverso l’innovazione delle confezioni.

 

Fonti e approfondimenti: