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La comunicazione anticipa o descrive? Buona domanda per chi, come noi, fa imballaggi
04/07/2020
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di Claudio Dall’Agata

Fateci caso, succede da un po'. Certo ad accorgercene forse siamo solo noi che per mestiere facciamo questo, ma certamente è un segnale. Quali sono le notizie che sulla stampa appaiono per prime? Senza avere alcuna pretesa che la risposta a questa domanda non valga quanto il risultato di un’analisi quantitativa fondata su un campione ampio e rappresentativo, magari ripetuto nel tempo, e neppure qualitativa realizzata sulla base di qualche focus group o raccogliendo le riflessioni di qualche esperto di settore, ci limitiamo ad osservare. Siamo infatti costantemente alla ricerca di novità e informazioni che ci consentano di leggere e anticipare con maggiore precisione quali saranno gli scenari futuri e dove e come si orienteranno le scelte di aziende e consumatori.

È infatti anche attraverso cosa viene pubblicato, su cosa l’attenzione si posa, quali notizie godono degli spazi di visibilità migliore, che ci consente  da un lato di comprendere dove le aziende stanno orientando le proprie innovazioni e su quali temi spingono la promozione e dall’altro di capire quali sono i topic, gli argomenti all’ordine del giorno, ciò che si ritiene siano i temi che il consumatore legge con più interesse e avidità in relazione ai sentiment del momento. Allora fare un’analisi di titoli e impaginazione delle newsletter di settore può suggerire qualche riflessione.

Accade così che in un torrido martedì di fine giugno che lo “scrollare” abituale del mouse cada su una delle più note newsletter del settore ortofrutticolo. Ebbene la prima notizia è su una recente innovazione di confezionamento di vaschette in cartoncino, con il video di un’innovativa chiusura macchinata con facilità e che garantisce ampia visibilità sul prodotto confezionato. Segue un banner di un noto player di imballaggi riutilizzabili e a seguire prodotto a residuo zero confezionato anch’esso in vaschette in cartone e flow pack compostabile.

Cosa rimane? Probabilmente una coincidenza o una casualità che comunque stimola, nel nostro caso, riflessioni più ampie di quanto forse meritino. Ma se così non fosse, se non siamo i soli ad averci pensato? Se fosse la rappresentazione visiva di tendenze di mercato che si stanno affermando e ancor più lo faranno? Ecco credo che, per chi si occupa di innovazione e packaging, non considerare questa magari poco probabile eventualità potrebbe essere comunque rischioso. Sui temi dell’innovazione occorre starci per essere protagonisti, cercando di capire i futuri benefici e se conviene, e in che modo, ripensare, riorientare o integrare il proprio modello di business. E il tema della sostenibilità e dei materiali rinnovabili sta riemergendo più forte di prima. Il Covid-19 è passato come una tromba d’aria che abbatte alberi e ferisce una pineta. Sul campo lascia una realtà diversa da interpretare, che magari non ha cancellato quel che c’era prima, l’ha solo accelerato.