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Lasciatemi comunicare… sono un italiano vero? Intanto il rallentamento delle vendite continua
03/07/2020
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Dopo due mesi di lockdown e un altro di forti limitazioni agli spostamenti, gli italiani non hanno più nessuna voglia di stare a casa e il forte rallentamento delle vendite della distribuzione moderna è l’altra faccia della medaglia delle folle che si riversano al mare, in campagna e in montagna. Tutto è iniziato il 3 giugno, quando si è potuto nuovamente circolare su tutto il territorio nazionale: il segno più è prima sceso sotto il punto percentuale, poi è scivolato in negativo, per arrivare infine al -1,71% della settimana dal 15 al 21 giugno. Periodo in cui, a differenza del precedente, tutte e quattro le macro-aree in cui Nielsen ha suddiviso il territorio nazionale mostrano un rosso. Riesce quasi ad azzerare le perdite il Nord-ovest (-0,04%), che sette giorni prima era stata l’unica parte d’Italia a salvarsi, mentre sprofonda il Centro (-3,83%), che già durante il lockdown aveva mostrato un andamento più debole rispetto al resto dello Stivale. Nel mezzo si trovano il Nord-Est e il Sud, che devono fare i conti con perdite rispettivamente dell’1,73% e del 2%.

Nonostante il peggioramento del trend, il mese di giugno vanta ancora una performance positiva (+1,01%). Non bisogna però dimenticare che. per ragioni statistiche. è iniziato il 25 maggio. Senza questo “aggiustamento” sarebbe il primo mese in calo di tutto il 2020. In questo quadro di contesto on time, l’analisi delle strategie dei singoli player evidenzia scelte ben precise, in alcuni casi curiosamente convergenti, anche se parliamo di gruppi con storie profondamente diverse. Un esempio eclatante? Le Persone oltre le cose di Conad, storico gruppo italiano con sede a Bologna in via Michelino, oggi leader italiano della distribuzione alimentare: ci dice di “ripartire insieme” aggiungendo questo payoff alla recente comunicazione e declinando lo storico logo della margherita in tre distinti ingranaggi, nel segno e nei colori del tricolore italiano, a dimostrazione che per ogni supermercato che apre c’è un’opportunità di vendita di prodotti italiani.

Ma anche chi ci chiedeva di cambiare supermercato ma non stile di vita punta oggi sull’italianità. Badate bene, però: ora parliamo di LIDL, gruppo tedesco in Italia dal 1992 e leader nel canale discount. Quello che si definisce, usando le parole del presidente della filiale italiana  Massimiliano Silvestrini,  “un supermercato con il cuore - crucco, aggiungiamo noi - discount”. Dapprima è diventato sponsor della nazionale italiana di calcio, ora si professa come ambasciatore dei prodotti italiani nel mondo e oggi accelera su questa strategia.

Nel corso di una conferenza stampa, in occasione dell’inaugurazione del nuovo supermercato milanese situato in via delle Forze Armate aperto dal 2 luglio 2020, i vertici di LIDL hanno presentato i dettagli del nuovo piano che si focalizza su tre pilastri fondamentali: gli investimenti immobiliari nella rete vendita e nella logistica, la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio e la valorizzazione della filiera agroalimentare italiana, anche grazie all’export di prodotti locali nei Paesi in cui l’azienda opera.

L’italianità continuerà a rappresentare uno dei pilastri imprescindibili della strategia aziendale. L’80% di quello che i clienti Lidl trovano in assortimento è prodotto in Italia. Rimarrà centrale il ruolo delle piccole e medie imprese alimentari, che sono la spina dorsale del sistema economico del Paese e che negli ultimi anni sono cresciute insieme a Lidl. Infine continuerà a essere fondamentale il valore dell’export: essendo operativa in 29 Paesi con oltre 10.800 punti vendita e circa 287.000 dipendenti, Lidl riesce a esportare la tradizione enogastronomica italiana in giro per il mondo. Nel 2019 l’azienda ha esportato prodotti italiani per un valore superiore a 1,6 miliardi di euro. Di questi, oltre 420 milioni di euro sono generati dall’ortofrutta, acquistata da produttori italiani e venduta in tutti i supermercati Lidl nel mondo. In altri termini, da sola Lidl esporta circa il 9% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale. Sia chiaro, qui non si pongono questioni di provenienza o paese, quanto di linee strategiche di sviluppo e in particolare quelle apparentemente più redditizie. Quindi a loro semplicemente complimenti e per noi italiani opportunità su cui riflettere.

 

Fonti e approfondimenti: