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Il Mercato al centro del Villaggio. Dialogo tra UE e mercati all’ingrosso per delineare il futuro della filiera
02/07/2020
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di Enrico Montaguti

Fa notizia che il primo luglio 2020 sia stata registrata la prima visita di un ministro della Repubblica Italiana presso un mercato all’ingrosso, trattasi in particolare del CAR, il Centro Agroalimentare di Roma. Questo storico incontro tra la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova e i grossisti in loco è solo il più recente dei segnali di attenzione politica data ai mercati all’ingrosso, a livello nazionale e non solo.

Per fare chiarezza ripercorriamo velocemente le battute del dialogo tra politica e mercati avvenuto mediante alcune lettere ufficiali tra le varie parti. L’appello è stato lanciato dal presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini, che parla di come durante l’emergenza sanitaria i mercati si siano dimostrati un essenziale presidio per la distribuzione di prodotto fresco, garantendo reperibilità del prodotto e contrastando speculazioni sui prezzi. Alla lettera di Pallottini del 14 aprile è seguita un’interrogazione parlamentare del Partito Popolare Europeo il 17 aprile. L’interrogazione sottolinea il ruolo essenziale dei mercati all’ingrosso per l’approvvigionamento di prodotti freschi, dimostrandosi pilastro economico e sociale, restituendo valore al produttore e permettendo la riduzione di emissione di CO2, diventando sempre più centri logistici e “green hub”, chiedendo alla Commissione Europea quale posizione i mercati potranno rivestire nel quadro della nuova politica agricola comune.

Questo moto d’orgoglio del comparto è accolto positivamente da Janusz Wojciechowski che, a nome della Commissione Europea, risponde in due punti all’interrogazione. Innanzitutto riconosce il ruolo dei centri logistici all’ingrosso per la sicurezza alimentare UE e non solo. Infatti il 20 maggio 2020 la Commissione ha adottato la strategia Farm to Fork nell’ambito del Green Deal europeo, che prevede per il 2050 di rendere l’Europa il primo continente neutro dal punto di vista climatico. In secondo luogo auspica e incoraggia la resilienza della filiera agroalimentare impegnandosi attraverso la riforma della politica agricola comune (PAC) a fornire sostegno al settore.

Fino a qui i dichiarata della politica, che in alcuni casi in breve tempo si traducono in fatti, come nel caso della strategia europea per la plastica nell'economia circolare, mentre in altri rimangono tali. Sappiamo bene che la realtà, fatta di tante variabili e complessità, rispetta le rigide regole dell’economia. Il Covid-19 ha modificato la polarizzazione dei luoghi di acquisto tra super di prossimità e specializzati, affossando iper e superstore. Che questo orientamento politico teso alla salvaguardia sociale e distributiva segni un ulteriore svolta verso i canali tradizionali e riportare il mercato al centro del paese? Solo i mesi a venire potranno confortarci con risposte adeguate. Compito di chi fa imballaggi tenersi pronti alle ripercussioni sulle confezioni.

 

Fonti e approfondimenti: