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Salute e sicurezza alimentare: la strategia di Conad in ortofrutta. Speriamo di capirlo
20/06/2020
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Il mercato dell'ortofrutta stava cambiando velocemente anche prima dell'emergenza Coronavirus, solo che la pandemia ha posto maggiormente l'accento su alcuni valori (salute/sicurezza alimentare in primis) e ha accelerato trend già in atto. I cambiamenti non si fermano ora che l'Italia sta affrontando una difficile ripartenza e le catene distributive - superata la fase più convulsa del lockdown - devono per forza di cose pensare a una strategia di medio-lungo periodo.

Lo dice Gianmarco Guernelli, responsabile ortofrutta Italia di Conad, in un’intervista con Italiafruit News. Il manager spiega come l'insegna stia lavorando seguendo precisi binari: la salute dei clienti, la sicurezza alimentare, la freschezza, l’italianità, la tracciabilità, la sostenibilità ambientale ed economica attraverso le collaborazioni di filiera. Certo è che ci sarà comunque una particolare attenzione ai prezzi. L'emergenza sanitaria del Covid 19 ha riacutizzato le difficoltà economiche e sociali dell’Italia e Conad, attraverso l’iniziativa Bassi e Fissi, vuole dare il suo contributo. Infatti non è un’azione commerciale fatta di sole promozioni e spot pubblicitari, ma un vero e proprio piano a sostegno delle famiglie che si è tradotto nel ribassare i prezzi di un ampio paniere di prodotti a marchio (dal 1 giugno 520 referenze) di prima necessità, come per esempio latte, pasta, farina e biscotti.

Ora occorre guardare oltre la pandemia. La crisi economica ha generato la polarizzazione dei consumi, per questo Conad sta lavorando su due filoni: da una parte strategie di convenienza e dall'altra strategie di prodotti ad alto valore aggiunto. Oltre a Every day low price Bassi e Fissi, che risponde al bisogno di convenienza, a ottobre l’insegna lancerà una nuova linea di prodotti premium che affiancherà la linea premium Sapori&Dintorni. L’obiettivo è segmentare l’offerta verso l’alto per differenziarsi dai discount, che sono sempre più aggressivi sulla competizione di prezzo. In ortofrutta significa puntare sul sapore dei prodotti, frutta ma anche ortaggi, facendo scelte coraggiose all’indirizzo di gruppi varietali e tecniche di coltivazione che garantiscono ai prodotti caratteristiche organolettiche differenzianti. E quindi prodotto biologico da valorizzare attraverso la qualità organolettica, che spesso viene dimenticata, e poi ortofrutta confezionata, I gamma normale ed evoluta, puntando sull’ottimizzazione di utilizzo dell’acquistato da parte del consumatore oltre che sulla sicurezza. Un’altra strategia sarà quella di creare dei formati ad hoc per canali e clienti, non solo grandi formati (iper) ma anche monoporzioni (City) per i single, per i consumi on the go, in zone urbane.

Per i prodotti di massa la strategia è invece focalizzata sulla valorizzazione della garanzia. L’idea è comunicare di più e meglio l’enorme lavoro fatto sulle garanzie della filiera, sulla salubrità e sulla sicurezza alimentare del prodotto venduto, che oggi è un elemento di differenziazione che ancora non viene percepito correttamente dal consumatore.

Poi ci sono attività continuative da non dimenticare come rafforzare ulteriormente la tracciabilità dei prodotti, in modo da evitare eventuali e ingiustificate crisi di fiducia sulla sicurezza alimentare e, al tempo stesso, adottare misure per rafforzare i controlli, rendendoli diffusi e ramificati sul territorio. È importante rendere ancor più efficienti il trasporto e la logistica, soprattutto per i prodotti maggiormente deperibili; riconoscere come essenziali tutte le parti della filiera, a monte e a valle, al fine di non intaccare le relazioni commerciali, anzi conservarle e migliorarle. In questo senso vanno inserite anche le recenti disposizioni per far fronte alla mancanza di manodopera in campo con la regolarizzazione degli immigrati, a partire dalla tutela delle loro condizioni di lavoro.

Da ultimo i tre pilastri su cui puntare in futuro. Integrazione dei prodotti locali nelle politiche commerciali nazionali, attraverso la valorizzazione delle partnership con i fornitori locali, per preservare la forte identità nazionale dell’insegna. I punti vendita Conad sono parte integrante della comunità in cui operano. Infine si punterà a spingere sulla sostenibilità economica attraverso le collaborazioni di filiera.

Idee strategiche di medio periodo e di svincolo dalla competizione di prezzo che si rivolgono alle singole fasce di reddito dei consumatori, senza escludere nessuno. Certo le ricadute non saranno immediate e probabilmente occorrerà attendere prima di essere confortati dai numeri. Di certo c’è la testimonianza del cammino che si prefigge di percorrere Conad e soprattutto la meta finale. Ora tutto quello che resta da capire è quando. Forse sono già a metà del guado, capita anche ai migliori.

 

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