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Come può crescere la filiera secondo la distribuzione. Ottimismo sui consumi per la fine 2020
13/06/2020
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Lo stravolgimento del mix dei canali, il crollo della frequenza d’acquisto, la difficoltà di tenere il passo con il boom di richieste online: il Coronavirus è stato uno tsunami nella distribuzione alimentare. Il cambiamento della scelta dei format è sotto gli occhi di tutti e la crescente tendenza a ricorrere al digitale e all’e-commerce per gli acquisti hanno accelerato il ripensamento dei punti vendita di grande dimensione, anche in relazione a convenienza e assortimento. Punti di forza che il consumatore in prospettiva tornerà a preferire. La domanda è quando. Poi c’è il tema dell’effetto del recupero del confezionato e quindi della necessità di immaginare un’economia ambientale sul tema del recupero, riciclo e smaltimento dei rifiuti.

Quindi forte impulso al tema della convenienza in prospettiva, che non è equazione di economicità, ma disponibilità del prodotto che il consumatore desidera a un prezzo accessibile e grande legame con il territorio e l’italianità.

In tutto questo imballaggi e confezioni avranno un peso in prospettiva sempre più importante, sia in termini di necessità di costruire progetti di sostenibilità ambientale sia per le politiche di marca. A tal proposito il passaggio dallo sfuso al confezionato era in itinere da tempo, anche perché la leva promozionale lavora attraverso le confezioni. Una tendenza destinata a consolidarsi, quindi. Anche perché il packaging permette di raccontare il prodotto, come avviene in tutte le linee di prodotto a marca, industriale e del distributore, soprattutto delle linee premium.

Con queste premesse e visioni quale futuro dobbiamo aspettarci? Il webinar preview di Think Fresh ha lanciato un sondaggio tra tutti gli operatori della filiera. Tra gli operatori del settore ortofrutticolo c’è ottimismo sullo sviluppo dei consumi domestici di ortofrutta. Per il 70% dei partecipanti la tendenza dei consumi domestici di ortofrutta resterà positiva come adesso, mentre per un altro 12% il trend migliorerà ulteriormente. A vedere un quadro negativo è solo il 14%. C'è poi chi segnala come i consumi si assesteranno su valori più nella norma - un riallinamento senza troppi scossoni dunque - e chi prevede un andamento col segno più ancora per un paio di mesi, per tornare poi ai trend pre-Covid.

La lettura dei dati relativi ai primi cinque mesi dell'anno lascia dunque ben sperare e infonde positività agli operatori del settore. Ci sono però elementi che possono influenzare i trend dei prossimi mesi, a partire dalla frequenza di acquisto, dalle nuove abitudini degli italiani nel fare la spesa, fino ad arrivare alla situazione economica delle famiglie.

 

Fonti e approfondimenti