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2020 tempesta perfetta. Timori per la produzione
12/06/2020
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Il meteo da sempre caratterizza le campagne commerciali ortofrutticole, sia per la produzione che per il consumo. Per essere soddisfacenti deve essere bel tempo sia in raccolta che durante il consumo. Male se è brutto tempo in uno dei due casi, malissimo in entrambi. Nel 2019 un “maggembre” degno dei migliori mesi autunnali ha tagliato le gambe al consumo della frutta primaverile, mentre il 2020 rischia di essere la tempesta perfetta per la frutta estiva. Produzioni falcidiate dal ghiaccio in fioritura e temperature estive che sembra si faranno attendere ancora per un po' e con esse anche il consumo dei prodotti tipici dell’estate, tra cui frutta e verdura di stagione. Dopo sei giornate consecutive all'insegna di temporali e grandinate che hanno interessato buona parte dell'Italia, una piccola finestra di bel tempo tra venerdì e sabato, ma poi sembra che in settimana le temperature si riabbasseranno di nuovo e la pioggia tornerà a farci compagnia.

Un giugno da dimenticare per l’agricoltura italiana che, fino a pochi giorni fa, stava facendo i conti con la siccità. Solo nella prima decade di questo mese, il nostro Paese ha censito nientemeno che 46 tempeste di ghiaccio, ossia cinque eventi grandinigeni al giorno (Fonte: Coldiretti su dati Eswd - Banca dati europea sugli eventi estremi).   Fra le zone ortofrutticole che, questa settimana, sono state più colpite dal maltempo c’è il Veneto, dove il conto dei danni al comparto agricolo sale giorno dopo giorno. Mercoledì 10 giugno a Verona è “nevicata” grandine, con i raccolti a pieno campo azzerati da Oppeano fino a Isola Rizza. Le colture devastate sono meli, peri, albicocche, susine e ciliegie, oltre a soia, mais, frumento. I chicchi di ghiaccio non erano particolarmente grossi, ma quello che ha fatto danno è stata la durata e l’intensità dell’evento, tanto che alcune reti antigrandine hanno ceduto per il troppo peso. Risultano danneggiati, in modo particolare, numerosi impianti di mele a Palù, Zevio, Oppeano, Ca’ degli Oppi, Isola Rizza e altri ancora fino a Legnago. Purtroppo sono bastati alcuni giorni di maltempo per fare un disastro. La pioggia persistente ha fatto spaccare le ciliegie dalla Valpolicella alla Val d’Alpone, adesso la botta sulle mele.

Anche il bacino frutticolo della Romagna si sta leccando le ferite a causa di numerose grandinate e piogge violente con picchi fino a 30 mm. La Cia Romagna, che sta monitorando i danni subiti dagli associati, ha segnalato che i territori più flagellati sono stati il ravennate (San Pietro in Vincoli, Ducenta, Massa Castello, Ammonite, Mezzano, Conselice e Lavezzola, Alfonsine, Reda di Faenza), il forlivese lungo la via Cervese, Forlimpopoli e confini forlivesi, i dintorni di Cesena e le colline del riminese. I fenomeni di questi ultimi giorni potrebbero aver danneggiato anche la produzione autunnale e invernale, in alcuni casi, come il kiwi, già sofferente per il gelo.

A tutto questo si aggiungono volumi molto ridotti e costi di filiera complicati per una crescente difficoltà a gestire la logistica con il lockdown. Quindi campagna 2020 complicata, ma per questo non è comunque il tempo di cedere alla speculazione. La premessa di buone campagne future passa dalla capacità di costruire relazioni e progetti di partnership.

 

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