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Il cartone in epoca digital
31/05/2020
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Che gli imballaggi in cartone abbiano tra i loro maggiori punti di forza le potenzialità e le notevoli declinazioni di stampa è un fatto acclamato: questo in termini qualità come la stampa offset, di volumi e convenienza come la flexo e di personalizzazione come la digitale. Tutte con elevatissimi standard qualitativi di resa, in relazione alle applicazioni di fatto inarrivabili dalle altre tipologie di materiale. Se a questo aggiungiamo la crescente consapevolezza ambientalista che spinge verso l’abbandono progressivo di materiali non rinnovabili e difficilmente riciclabili, appare più semplice comprendere la scelta di ILIP, storica azienda produttrice di cestini di plastica, di rimodulare produzione e offerta realizzando Sliptray, cestino in materiale misto, sia plastica che carta.

Al netto dell’attenzione sul confezionato che vale per tutti i materiali di imballaggio, è un fatto che questo è ora un momento favorevole per il settore, in termini percettivi ma anche di innovazione. Il settore della produzione di imballaggi in cartone ondulato da qualche tempo è riuscito a uscire dal cono d’ombra e dall’essere etichettato come il responsabile dei peggiori ed efferati disastri ambientali. Anzi, dopo anni di sensibilizzazione e di orientamento, la sostenibilità è una delle priorità di settore maggiormente considerata e quindi raggiunta. È stato possibile raggiungere questo risultato attraverso una costante opera di sensibilizzazione e orientamento nel tempo. Occorre ricordare che il recupero di carta e cartone supera in Italia il 90% dell’immesso al consumo: di questo infatti la quasi totalità è materiale riciclato, primo tra tutti i materiali a livello europeo. Così come la certificazione forestale delle carte oggi di fatto è presente nella stragrande maggioranza delle produzioni.

Ecco perché si può dire che il cartone di fatto oggi è un materiale di moda, sulla cresta dell’onda, il cui impiego è previsto in ambiti precedentemente impensabili.

Nell’era digitale si sono moltiplicate le piattaforme di meeting on line, il consumo si è spostato in parte sull’e-commerce causa lockdown, così come tutto è diventato meno materico. Sembrerebbe una minaccia per il settore. Non è così, sia in termini industriali - ma solo a fine anno riusciremo a dire quanti mq in più o in meno ha generato il Covid-19, così come qual è stato il consumo di chip di polimero per realizzare imballaggi in plastica per il food -, che per le innovazioni.

Si chiama Google Cardboard, non è niente altro che un supporto da viso per trasformare il proprio cellulare, dotato di apposita app, in un visore di realtà aumentata. Quindi nulla di particolarmente innovativo in termini di materiale, con un costo al consumo 100 volte superiore al costo di produzione.

Tutto questo accade quando non è sul materiale che si compone la competizione ma la funzione d’uso del prodotto realizzato. Quindi anche dal digitale… grandi opportunità!

 

Fonti e Approfondimenti: