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La spesa nel post-lockdown tra multicanalità, nuove dinamiche e una nuova priorità
30/05/2020
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La crescita dei negozi di vicinato e dell’e-commerce ha di fatto dimostrato che esiste una “service elasticity”, ossia che la domanda dei consumatori è più elastica rispetto al servizio erogato che non ai prezzi. Per quanto riguarda la spesa alimentare online, le prime tre insegne in termini di unique audience sui rispettivi siti a marzo sono Esselunga, con 6,4 milioni di utenti e una variazione del + 56% su febbraio, Conad (3,9 milioni utenti, + 132%), e Carrefour (3,1 milioni, + 110%). Questi sono alcuni dei trend distintivi e dati dell’epoca Covid-19 e della Fase 2, messi sotto la lente d’ingrandimento dall’Osservatorio Multicanalità 2020 - il Nuovo Umanesimo Digitale, realizzato da Nielsen in collaborazione con la business School del Politecnico di Milano.

Ma vediamo con ordine le nuove dinamiche di spesa d'interesse per il post-lockdown. Innanzitutto, in un contesto che vede ancora il 58% della popolazione ritenere che il lockdown non sia del tutto superato, è stata riscontrata un’impennata a due cifre del giro d’affari del largo consumo, che ha raggiunto il picco massimo (+ 28%) a metà marzo. Tale fenomeno si è accompagnato al cosiddetto “channel shift”, ovvero ad uno “shift” da un canale di vendita all’altro, tanto è vero che più di un quinto degli italiani (21%) ha dichiarato di avere scelto un diverso negozio di riferimento. Nello stesso tempo si è registrato un vero e proprio “e-commerce boom”: nella settimana tra il 20 e il 26 aprile l’online della Gdo ha messo a segno il record storico a tre cifre (+305%), stabilizzandosi nei giorni successivi sul + 150%.

Non si tratta di un cambiamento solo quantitativo, perché a mutare è la natura dei panieri, che diventano “food safety”, grazie a un aumento dell’home cooking (+50%). Interessante notare come nel comparto dell'alimentare fresco i prodotti a peso fisso in confezioni di plastica siano cresciuti quasi quattro volte i prodotti sfusi a peso variabile. Questo non significa che scompaia la domanda di sostenibilità, ma di certo va coniugata con una richiesta crescente di igiene e sicurezza.

Dal punto di vista degli assortimenti, è da sottolineare una rivisitazione “In-Out” che porterà a una profonda rivisitazione degli assortimenti stessi, dove categorie alto rotanti spingono per rubare spazio a categorie che hanno perso in penetrazione e frequenza.

 

Fonti e approfondimenti

  • Ufficio Stampa Politecnico di Milano
  • Centro Studi Coldiretti