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Back to Pack! “Progetto 0”, la nuova priorità: e Attivo?
18/04/2020
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Negli USA “I consumatori vogliono prodotti confezionati”. È quello che afferma Craig Levitt nella sua consueta rubrica su Producenews. Nella settimana prima di Pasqua, con l’esplosione della diffusione del Covid-19, anche negli USA l’ortofrutta la fa da padrona: dopo un modesto aumento della scorsa settimana, le vendite di frutta fresca hanno registrato un sano aumento del 7,4 per cento per la settimana terminata il 5 aprile. Le verdure fresche sono aumentate del 21,4 per cento per il periodo tracciato, stimolate da patate, cipolle e carote. Anche le vendite di funghi sono aumentate di oltre il 25 percento per la settimana terminata il 5 aprile. E in tutto questo i prodotti confezionati, e quindi anche l’ortofrutta, rispetto allo sfuso sono preferiti perché non consentono il contatto di altri clienti, così come i servizi di igiene in punto vendita, come il dispenser disinfettante all’ingresso del reparto, sono un elemento qualificante. Un consumatore intervistato si è così espresso “Sarebbe bello vederlo anche nella sezione prodotti. Immagino che le persone che toccano frutta e verdura per poi rimetterle sui banchi siano un buon modo per diffondere la malattia ”.

Per esempio nel caso delle fragole primaverili la confezione prevalente era il cestino in plastica aperta da 500 grammi. Con la diffusione del virus i consumatori hanno qualche titubanza ad acquistarle. Per questo motivo oggi si utilizza anche il packaging delle fragole autunnali, vaschette chiuse dal peso netto di 250 grammi

Promozioni scomparse, crollo dei prodotti ad alta deperibilità e crescita di prodotti confezionati più durevoli, e da ultima la crescita di prodotti confezionati segna una nuova strada di sviluppo per l’innovazione in materia di imballaggi. In questa fase il consumatore ha accantonato la forte attenzione al plastic free e alla riduzione degli sprechi sull’altare della massima garanzia di igiene e sicurezza sanitaria e alimentare.

Ebbene, ascoltando Coop, Conad ed Esselunga si direbbe: “Cosa importa ai consumatori delle promozioni quando ci sono la salute e la vita in gioco? Si compra quello di cui si ha bisogno, peraltro, non uscendo di casa, non c’è una ripartizione della disponibilità alla spesa su diversi fronti e quindi è temporaneamente cambiato il comportamento del consumatore di fronte a questa emergenza”.

Albino Russo, direttore Centro Sud di Coop, la chiama Perdurante attenzione ai temi di sanità e salute”, intesa come futura tendenza, priorità e motivazione di consumo. Questo che significa per il nostro settore? Da un lato certamente investire sulla miniaturizzazione delle confezione e sullo sviluppo di confezioni monodose in micro onda, che consentano di proteggere il prodotto dal tocco del consumatore in fase di scelta. Ma soprattutto significa sviluppare procedure di sanificazione, controllo, certificazione e comunicazione di progetti, per garantire la massima igiene sul packaging dall’ondulatore allo scaffale, passando per centri di montaggio fino al pallet di scatole filmate nel centro di confezionamento. Insomma un Progetto 0, zero cariche batteriche e virali. In tutto questo la tecnologia Attivo! è certamente di utilità e conseguentemente potrebbe aiutarci. Alla moda di Baresi, libero rossonero, potrebbe alzare la mano per segnalare indirettamente il fuorigioco di chi, per motivi economici, non sanifica tutte le proprie cassette di plastica riutilizzabili. Non sarebbero solo costi, ma un progetto per creare ancor più valore e accrescere i livelli competitivi di questo settore.

PS. In una campagna non certo favorevole - con basse temperature in marzo che ne hanno limitato raccolta e consumi di questo prodotto e basse frequenze di acquisto in punto vendita a causa del Covid - crescono del 7,7% i volumi degli imballaggi Attivi per le fragole, segno che creare valore sull’imballaggio implica certamente più costi, ma anche i benefici, che sono di più.

Fonti: