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Gelo e produzione ortofrutticola, è accanimento. Crescono solo i costi
06/04/2020
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I temuti cali di temperature sono arrivati anche nella settimana appena trascorsa, con la notte tra martedì e mercoledì nella quale si sono toccate le temperature più basse. In Basilicata lievi i danni sulle alture, mentre la neve in Puglia - 8 mm di accumulo nel foggiano - ha colpito negli areali con un'altezza a partire da 250-300 metri slm. Problemi per le drupacee sulla fascia della Murgia barese, tra le zone più importanti per la frutticoltura pugliese, che rischia di veder azzerata la propria produzione per il 2020.

Al nord la situazione ha raggiunto livelli impensabili, con 8 ore sottozero nella notte del 2 aprile e punte minime di -6° C. Anche gli impianti antibrina sono andati in crisi, perché proteggere un frutteto con 5° C sottozero non è facile. In alcune zone della provincia di Ravenna il danno nella produzione di albicocche, pesche, susine e kiwi è del 100%. Anche sul fronte pomacee c'è molta preoccupazione. Nella zona di Ferrara, i danni più gravi si registrano su varietà precoci come Santa Maria, Carmen e William mentre sulla Abate dipende dalle zone, dalle temperature raggiunte e dalla disponibilità o meno dei sistemi antibrina. Fra le mele, i maggiori problemi si sono registrati per la varietà Fuji. In molti casi si è avuta una perdita superiore al 50%. Ma anche Gala e Pink Lady hanno sofferto.

Oltre al gelo ci sono poi i maggiori costi per far fronte a raccolta e logistica in sicurezza. Nel Metapontino la fragolicoltura sta attraversando un periodo complicato. La chiusura dei mercati rionali in tutta Italia ha determinato l'annullamento di molti ordini, in piena fase produttiva della pianta. Prima dell'arrivo della pandemia, sono state raccolte circa 10 mila tonnellate di prodotto, vendute a un prezzo medio di 5/6 euro al kg, ma ce ne sono ancora 20 mila tonnellate da raccogliere fino alla fine della campagna. I prezzi di vendita sono drasticamente diminuiti, mentre sono aumentati di circa 12 euro a operaio al giorno i costi di manodopera e per lo spostamento delle maestranze. Ad esempio ora vengono noleggiati pullman da 55 posti per trasportare 25 lavoratori, oltre a 4 minivan da 9 posti, al cui interno però possono entrarci solo 3 operaie per autovettura.

Nel marasma e nella difficoltà complessiva, una piccola riflessione. La preferenza in questi momenti per il consumo di prodotti ortofrutticoli, i volumi di consumo in crescita per prodotti ad alto contenuto vitaminico e la rigidità della domanda ai prezzi, sono tre fattori che devono essere di ispirazione per le prossime strategie commerciali, per non farsi solo condizionare dall’incremento dei costi.

 

Fonti e approfondimenti