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Mercati all’ingrosso, volumi in flessione dalla produzione. Prezzi in salita
05/04/2020
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Se in Germania qualcuno parla di difficoltà di rifornimento delle referenze ortofrutticole fresche, in Italia temperature polari, difficoltà a reperire autisti per i trasporti e distanziamento produttivo in raccolta per garantire la sicurezza dei lavoratori sono fattori che aumentano i costi e spingono i prezzi nei confronti di una domanda di consumo notoriamente rigida ai valori economici.

Asparagi, carote, cavolfiori, broccoli, vedono crescere i prezzi all’ingrosso per difficoltà di raccolta, mentre nel Nord Italia le basse temperature hanno influenzato soprattutto la domanda, che si è ulteriormente focalizzata su prodotti tipicamente invernali come pomacee, agrumi e brassicacee. In forte crisi il comparto dei piccoli frutti, con le fragole che limitano le perdite rispetto alla scorsa settimana grazie ai minori volumi immessi nei mercati. Infine, tutta da decifrare la situazione spagnola. Per ora l’importazione dal Paese iberico ha subìto solo rallentamenti o rincari sul fronte logistico, ma c’è il timore che la situazione possa peggiorare visto lo sviluppo del coronavirus.

Nei mercati all’ingrosso si registrano cali complessivi, a volte del 20%, in termini di ingressi, mentre alcuni negozianti hanno aumentato addirittura la frequenza, ma le perdite in termini di volumi sono bilanciate da un aumento medio dei prezzi. Il mercato delle fragole negli ultimi giorni si è stabilizzato, dopo una settimana schizofrenica, con il prodotto premium che si colloca fra 3 e 4 euro il chilo. Gli asparagi italiani sono in netto rialzo, a causa del freddo che ha ridotto i volumi, e si vendono anche a 5-6 euro il chilo. Continua la progressione di arance e mele, nonostante il rialzo continuo dei listini, due categorie di prodotto che questa settimana beneficiano di basse temperature che ne stimolano ulteriormente il consumo. Si notano ancora delle difficoltà nel reperire carote, patate e limoni, prodotti particolarmente colpiti dalle piogge che hanno interessato il siracusano, ma si dovrebbe tornare nella norma nei prossimi giorni. Attualmente il prodotto più caro proveniente dalla Sicilia è certamente l’arancia rossa, favorita da una domanda sostenuta e da una offerta in progressiva diminuzione. Mentre in alcuni mercati di rilancio in export del Nord Est si fa sentire la frenata delle esportazioni verso i Balcani.

A macchia di leopardo i volumi transitati nei singoli mercati. Soffre Verona con cali del 30%, mentre Bologna e Torino incrementano i volumi grazie a richieste crescenti dei fruttivendoli e alla riapertura di alcuni mercati rionali. A Roma si sente la mancanza della ristorazione che ha sempre assorbito volumi importanti. Siamo un Paese a vocazione oltre che ortofrutticola anche turistica. Oggi ce ne accorgiamo sempre di più. Sarà un delitto dimenticarcelo in futuro.

 

Fonti e approfondimenti

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/54101/dallingrosso/clima-e-covid-19-cosa-succede-nei-mercati