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Caro Cigno nero, “Insieme ce la faremo”. Il Covid 19 e l’impatto sul primo trimestre 2020. E nel secondo?
05/04/2020
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Chissà se, nel futuro dopo il Coronavirus, anche l’orientamento degli accessi alle facoltà di laurea muterà e, per esempio, se per quelle di medicina (posto che venga ampliato il numero chiuso) e statistica si impenneranno le iscrizioni? Viene da chiederselo, visto che le star mediatiche di oggi sono virologi e statistici che quotidianamente vengono interrogati per predire ciò che sarà di noi, della nostra economia e della lotta al virus. Come dice il prof. Ghedini - trovate un suo interessante post di approfondimento tra le fonti - si dovrà stare sul filo, in equilibrio sospesi, tra progressive e lente aperture e misurazioni della diffusione di contagiati e asintomatici, nel pieno rispetto della massima capacità di gestione del sistema sanitario nazionale. Diversamente i modelli di diffusione dell’epidemia predicono scenari infausti. Questo per quel che riguarda la complessa immaginazione del futuro. Al contrario il passato è una certezza.

Che sia Cigno Nero - quell’evento, per dirla con le parole degli economisti, imprevedibile e con impatti devastanti e inimmaginabili - o Luna Nera (la carta dei tarocchi della più popolare Cloris, volto noto degli schermi RAI di qualche anno fa), poco importa, il Covid ha lasciato il segno, fortemente negativo, sul primo trimestre 2020.

Il Centro Studi di Confindustria stima in -5,4% la contrazione del I° trimestre 2020 rispetto all’ultimo del 2019, ma solo a marzo, dopo le misure di contenimento messe in campo dal Governo, la riduzione della produzione industriale rispetto a febbraio è stata pari al -16,6%. Purtroppo per il futuro si stimano effetti superiori nel secondo trimestre in relazione a un aprile che si annuncia ancora fortemente condizionato dall’alto grado di restrizioni, con solo maggio e giugno in cui avverranno le prime significative riaperture. Per questo Confindustria prevede una contrazione della produzione industriale nel secondo semestre 2020 pari al 10% rispetto alla fine del 2019.

Certo la contrazione non è omogenea per settori, in quanto le chiusure effettive riguardano il 57% delle attività industriali definite dal DCPM Proteggi Italia non essenziali, mentre il restante 43% è rimasto aperto, seppur con tutte le difficoltà, per sostenere filiere strategiche quali quella sanitaria e alimentare. Lo stesso vale per la produzione di cartone ondulato, in discreta salute fino a febbraio, con percentuali in crescita YTD di oltre il 3% secondo i dati Gifco. In marzo i dati campionari disponibili consentono di stimare, tra picchi e contrazioni schizofreniche del mese, un incremento del 10% rispetto sul marzo 2019 per l’alimentare, mentre in ortofrutta, facendo i necessari distinguo tra le diverse referenze, i volumi sono cresciuti di circa il 5%. Per aprile restano grandi interrogativi legati alla frenata degli ordini in relazione alle notevoli scorte fatte in  marzo.

Ma il superamento della difficoltà del momento, oltre che dalle risposte sanitarie che tutti agogniamo e da comportamenti per la riduzione del contagio,  Passa anche da iniziative, sempre più numerose, che seminano ancor più consapevolezze e positività.  L’industria della carta è considerata attività essenziale e sta lavorando per far fronte alla continua domanda di imballaggi per settori in questo momento fondamentali, dal medico ospedaliero al farmaceutico, dall’agroalimentare a quello igienico-sanitario.

Gifco e Comieco lanciano la proposta di applicare o stampare sulle numerose scatole e scatoloni destinati a queste industrie un messaggio di incoraggiamento da parte della filiera del riciclo e della trasformazione, per testimoniare la vicinanza e l’impegno a cui anche noi ci sentiamo chiamati. “Insieme ce la faremo”.

 

Fonti e approfondimenti