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L’impatto del “proteggi Italia” sul settore del cartone ondulato
17/03/2020
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In questi momenti di schizofrenia sociale con relativi impatti logistici le analisi e le verifiche dirette che conduciamo ci descrivono un settore produttivo del cartone ondulato chiaramente in tensione.

Il settore alimentare, e in esso il segmento ortofrutticolo, si è trovato nel giro di poche ore a dover rispondere a un aumento repentino delle richieste e questo si è traslato nelle richieste di confezioni e imballaggi.

Nell’ultima settimana, la richiesta di imballaggi per il settore alimentare è cresciuta in maniera significativa con punte per alcune categorie merceologiche del 15%. Di poco inferiore, l'aumento di imballaggi per l'ortofrutta, comunque attorno al 10%. Le motivazioni sono molteplici, dalla maggiore flessibilità del sistema rispetto ad altri in grado quindi di rispondere a maggiori volumi con più celerità, fino alla maggiore necessità di fare scorte da parte della produzione alimentare, di fronte all'incertezza a breve nei trasporti.

Il packaging è sempre stato il termometro del PIL, ma va considerato che ora si sta attraversando una fase in cui i cicli economici sono brevissimi. Si può parlare di un prima e un dopo il 9 marzo 2020. È uno spartiacque in una fase che comunque è, e rimane, fluida. Tutto può cambiare nel giro di poco tempo, a volte di ore. Di fronte a uno scenario simile, i modelli vincenti sono quelli più flessibili e smart

L'imballaggio in cartone rientra fra questi modelli agili e in grado di assecondare le esigenze della filiera. Mentre altre soluzioni hanno tempi di risposta, e realizzo, più lunghi.

Le campagne di agrumi, kiwi e pere, caratterizzate da calendari più stretti e minore produzione, nei primi due mesi del 2020 avevano fatto partire a singhiozzo la domanda di imballaggi in cartone nel settore ortofrutticolo.

Impossibile immaginare il futuro, ma di certo negli ultimi giorni è cresciuta la domanda di prodotti alimentari per il consumo domestico, mentre è crollata la filiera del fuoricasa. Si tratta di prodotti deperibili, per il quale è lecito attendersi un consumo a breve termine che ne implicherà il riacquisto. In ogni caso, è lecito attendersi ripercussioni sugli acquisti, a fronte di modifiche di abitudini di consumo".

La situazione però è in continua evoluzione e probabilmente la settimana prossima le prospettive potrebbero essere ancora diverse. Nei supermercati, in momenti del genere, vediamo che saltano le offerte, l’acquisto è quasi compulsivo e addirittura la corsa all'accaparramento supera la sensibilità sui prezzi. Certamente impareremo qualcosa da questo 9 marzo 2020. Questo se la situazione negli stabilimenti e trasporti ci aiutano e non complicano