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Report pomodori 2018: risultati contrastanti per consumi ed export
24/06/2019
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Dopo tre anni altalenanti il 2018 ha visto la produzione italiana di pomodori da consumo tornare su livelli pre-crisi sfiorando il 1.100.000 tonnellate (dato raggiunto solo nel 2008). Questo grazie soprattutto alla buona resa delle produzioni in pieno campo che crescono del 12% rispetto ad un aumento delle superfici coltivate del 1%. A livello europeo l’Italia è il primo paese produttore seguito da Spagna, Portogallo e Grecia, le cui produzioni aggregate superano di poco la quantità prodotta in Italia.

Anche dal punto di vista dei consumi il 2018 è stato un anno positivo con un aumento dei volumi venduti pari al 3% rispetto al 2017.

Discorso inverso invece per le esportazioni di questo prodotto. Dopo un 2017 con esportazioni a livelli record (solo nel 2010 sono stati esportati volumi superiori), lo scorso anno si sono fermate poco al di sopra delle 100.000 tonnellate, circa il 10% in meno rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

Le esportazioni di pomodoro, come per la maggior parte dei prodotti ortofrutticoli italiani, sono destinate a pochi paesi. In particolare quattro paesi europei, Germania, Austria, Regno Unito e Francia, acquistano circa il 70% delle esportazioni italiane di pomodoro e di questi solo la Francia ha aumentato gli acquisti dall’Italia nel 2018. L’analisi di questi paesi mostra però come nel 2018 Germania e Regno Unito abbiano leggermente aumentato le importazioni di pomodori rispetto al 2017, mentre le importazioni dell’Austria sono sostanzialmente invariate. Questo significa che il calo delle esportazioni per questo prodotto non è dovuto ad un calo della domanda ma ad una migliore strategia di vendita dei paesi competitor che erodono quote di mercato.