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La Polonia cresce nell’export di ortaggi
22/04/2019
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Non solo mele. Complice anche il cambiamento climatico, la Polonia sta diventando un concorrente agguerrito anche negli ortaggi. In 5 anni i volumi dell’export di ortaggi polacchi verso l’Italia sono raddoppiati. A seguito di una politica nazionale che sta spingendo sulle colture in serra, la repubblica est-europea ha iniziato a produrre massicciamente, e ad esportare, colture orticole prima inesistenti a quelle latitudini, arrivando a diventare un competitor di rilievo per i Paesi dell’area mediterranea come l’Italia, sulle piazze più interessanti non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti.

In sei anni, e con l’embargo russo in mezzo, il ranking (in termini di volume) dei principali importatori dalla Polonia è cambiato. Se nel 2010 ai primi posti figuravano, in ordine, Russia, Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi, oggi al primo posto c’è la Germania, seguita dalla Bielorussia, Gran Bretagna e Repubblica Ceca.

Ma l’impennata vera e propria si è avuta in Bulgaria (+743% dei volumi e +711% del valore); Bielorussia (+420% dei volumi e +410% del valore) e Usa (+345 dei volumi e +385% del valore).

Secondo i dati forniti dall’Ice di Varsavia, infatti, tra il 2010 e il 2016 le quantità di orticole esportate dalla Polonia verso l’Italia (non solo in maniera diretta ma anche via Belgio o via Olanda) sono passate da 20mila tonnellate a quasi 40mila con una crescita del 98% mentre quella in valore (più contenuta) è stata del 47%, ossia da 25 milioni a 37 milioni di euro.