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Nuovi competitor per le mele italiane
15/05/2017
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Che la Russia punti all'autosufficienza in campo ortofrutticolo, è ormai una certezza. L'embargo verso i prodotti europei non è altro che una prova generale per organizzare le filiere, come sostenuto da tempo dall'economista Gianluca Bagnara. Filiere autonome come quella della produzione di mele.

In occasione di un recente convegno, Jochen Kager di AgroFresh ha tenuto una relazione su "Nuovi impianti di mele nell'est Europa o all'est dell'Europa?" nel quale ha fatto il punto sulla situazione. Secondo i dati ufficiali, la Russia produce melo su 209.240 ettari, con una resa media di 15 tonnellate ad ettaro. I nuovi progetti sono strettamente legati alle sovvenzioni statali.

Rispetto alle varietà, la Granny è in calo, mentre la Fuji arriva al 30% dei nuovi impianti.

Uno sguardo anche ad altre nazioni. La Polonia può contare si 180mila ettari di cui 60mila già di stampo moderno. Le superfici professionali potrebbero crescere del 10% nei prossimi tre anni. Gli operatori polacchi si stanno adattando velocemente al mercato indiano e nord africano. Oggi i produttori piantano soprattutto Gala (40%), seguita da Red Delicious (20%), Red Prince (20%), Golden (15%) e nuovi cloni di Champion.

Nuovi concorrenti, fra qualche anno, potrebbero essere Serbia, Croazia e Macedonia, considerato che, dai 2.000 ettari del 2008, in questi Paesi si è passati nel complesso a 5.000 ha. Il Montenegro conta 700 ettari moderni, per di più esonerati dall'embargo.