Tu sei qui

Report angurie: 2015 positivo dopo 5 anni di difficoltà
25/07/2016
-
news

Il 2015 fa segnare un’inversione di tendenza per il commercio di angurie italiane sul mercato interno, mentre sull’export questo prodotto continua a faticare.

La produzione di angurie negli ultimi anni ha subito diverse oscillazioni passando da un minimo 430 mila tonnellate nel 2007 a circa 500 mila tonnellate.

Le superfici coltivate ad angurie complessive (in pieno campo e serra) nel 2015 sono state di poco superiori al 2014 (+1%), circa 11.500 ettari, in linea con gli ultimi 4 anni. La resa per ettaro però si è fortemente modificata. Se nel 2010 12.500 ettari hanno prodotto 470 mila tonnellate, lo scorso anno in 11.500 ettari sono state raccolte quasi 500 mila tonnellate di angurie.

Considerando le due tipologie di coltivazione in modo distinto notiamo che durante l’ultima campagna la produzione in serra è calata in modo consistente (-15% sul 2014) con superfici in aumento del 2%, al contrario, la coltivazione in pieno campo aumenta e supera le 400.000 tonnellate prodotte, livello mai raggiunto dal 2008 ad oggi (+15% sul 2014).

Dal 2009 il consumo di angurie in Italia aveva subito una battuta d’arresto passando da 350 mila tonnellate a 320 mila tonnellate. Nell’anno passato questo trend si è arrestato e con 372 mila tonnellate il consumo di angurie ha raggiunto il dato più alto degli ultimi 10 anni, diventando il quarto prodotto frutticolo più consumato in Italia insieme alle pere.

Analisi opposta va fatta per le esportazioni, infatti al calare dei consumi interni queste sono aumentate fino a sfiorare le 200 mila tonnellate nel 2013, per poi diminuire a circa 170 mila tonnellate nel 2014 e nel 2015.

Ancora una volta più che una strategia per l’export il settore ortofrutticolo italiano sembra seguire l’andamento del mercato interno e definire le quantità esportate di conseguenza, rischiando così di perdere opportunità commerciali stabili.