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Quando il pomodoro (francese) colpisce ancora!!!
02/03/2015
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comunicato stampa

Il Presidente dell’AOPN - associazione dei produttori francesi di pomodoro – Laurent Bergè in una intervista al giornale francese Vègètable difende l’autonomia dei produttori nella scelta dell’imballaggio

 

Vègètable, rivista francese specializzata in ortofrutta, in una intervista a Laurent Bergè, titola “Quand la tomate se rebeef!” per presentare il punto di vista dei produttori di pomodoro in merito alla scelta della tipologia di imballaggio. Titolo forte e scelta curiosa ma molto azzeccata. È infatti indubbio il riferimento alla saga cinematografica di Guerre e Stellari di George Lucas così come è semplice capire chi, nella mente del giornalista, veste i panni di Luke Skywalker e Darth Vader. Da un lato il Bene che combatte con pochi mezzi per la libertà e dall’altro il Male assoluto, insensibile e soverchiante di mezzi che vuole affermare la dittatura.

Allo stesso modo nelle analisi di filiera la non equa distribuzione del peso contrattuale tra gli operatori genera inevitabili ripercussioni in termini di rapporti di forza economici. Seguendo la metafora, in ortofrutta è da tempo così. Da un lato produttori di piccola dimensione che faticano a continuare a fare reddito e dall’altro la grande distribuzione che riesce ad imporre prezzi di acquisto, ma fin qui tutto è lecito fino a quando la negoziazione non riguarda  - secondo Bergè - la scelta della tipologia specifica di imballaggio per la sola convenienza economica di una parte, la più forte.

Pertanto – quale confezione!!! - esordisce l’articolo riportando la dichiarazione di Bergè.

Mentre la maggior parte di frutta e verdura viene sempre più commercializzata in cassette di plastica a sponde abbattibili (RPC), i produttori di pomodori francesi hanno affermato la loro posizione diversa – spiega Bergè nell’articolo. Come possiamo creare oggi e ancor più in futuro vero valore attraverso la differenziazione dei nostri prodotti rispetto alla concorrenza se ci piegassimo ad utilizzare imballaggi in plastica riutilizzabile totalmente anonimi? I responsabili della logistica nella supply chain ortofrutticola vi diranno che la loro è una delle aree cruciali per il nostro settore. Noi siamo molto consapevoli di questo. Ma non è che non sostituendo gli imballaggi in cartone ondulato con quelli in plastica riutilizzabile che si da più valore ai nostri prodotti. Il valore aggiunto che stiamo cercando è quello che aiuterà a rendere sostenibile e finanziare la logistica, in futuro, e non il contrario.

Abbiamo già commesso un errore quando abbiamo accettato di non considerare il costo di confezione e trasporto cosi che ora non c’è più margine per chi produce. Trovato l’errore, l'associazione (AOPN) ha sempre rifiutato di utilizzare imballaggi in plastica a sponde abbattibili e i miei predecessori devono essere ringraziati per averne fatto uno dei punti fermi della nostra carta di qualità nazionale.

Questo rifiuto ha diverse ragioni, la prima è sanitaria, la trasmissione di virus e germi nocivi che entrano nella serra con questi tipi di casse è un grave rischio per le nostre colture. Ma ancor di più se osserviamo i risultati di uno studio canadese secondo cui il basso grado di igiene garantito da processi di lavaggio non sempre approfonditi pongono il rischio di trasmissione di escherichia coli attraverso questi tipi di casse. Infatti i processi di pulizia e disinfezione utilizzati non garantiscono una completa efficienza.

Un secondo motivo è di natura economica. Non è possibile sostenere costi di confezionamento superiori, dal 30 al 40% in più. E’ inaccettabile e le condizioni per utilizzare i sistemi RPC sono per noi inaccessibili in molti aspetti.

Infine, per noi l'uso di imballaggi in cartone ondulato è un modo forte per differenziarci e rendere visibile il marchio, la qualità e l'origine del prodotto. Tanto più che la produzione di imballaggi in cartone ondulato stanno fortemente lavorando sull’innovazione per proporre soluzioni reali di marketing in termini ambientali, economici e logistici. Vogliamo restare padroni del nostro imballaggio e per tutte queste ragioni resisteremo”.

Che dire….Idee chiare e parole precise che sembrano spade laser per difendere le marginalità della produzione ortofrutticola. Forse servirebbe un Luke Skywalker anche alla produzione ortofrutticola italiana.