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Indicazioni primo trimestre 2021: quali strategie per ripararsi dal maltempo

07/04/2021
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Dai consumi sulle montagne russe ai pericoli del maltempo, la strada è segnata per il packaging nel sostenere il prodotto di riferimento

di Claudio Dall'Agata

A conclusione del primo trimestre 2021, seppur ancora forse troppo a caldo, tracciamo una prima analisi degli indicatori che ci aiutano a tratteggiare l’andamento del mercato ortofrutticolo con l’idea che possa costituire una lente di ingrandimento per indagare il futuro a medio termine, posto il persistente clima di incertezza in cui purtroppo ancora oggi ci troviamo.

I dati dell’Osserva Italia di Repubblica, che monitora settimanalmente l’andamento delle vendite della Distribuzione Moderna, ci riporta un andamento altalenante. Dati significativamente positivi sull’anno precedente fino a metà febbraio, logica conseguenza del confronto che non tiene conto della pandemia, che successivamente sono andati in territorio negativo, quando invece si è trattato di comparare settimane tutte in lockdown, tanto da azzerare in 4 settimane la crescita delle prime 6, per poi risalire nelle ultime due settimane di marzo, complice le festività di Pasqua anticipate di una settimana rispetto allo scorso anno. L’arrivo delle festività pasquali ha fatto fare un balzo in avanti delle vendite rispetto allo scorso anno del 9,52% su base nazionale. Esplode il Sud con +20,68%, così come con il segno più sono tutte le altre aree che così ritornano in territorio positivo rispetto al 2020. Chiaramente pondereremo l’effetto Pasqua solo con i dati delle settimane a venire.

Se questo è l’andamento della GDO nel complesso proviamo a immaginare che cosa è accaduto in ortofrutta, dove i dati non sono altrettanto aggiornati. I dati di gennaio, gli ultimi disponibili, dell’Osservatorio di Mercato di CSO Italy, su rilevazioni fornite da Gfk, dipingono consumi 2021 in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, che peraltro non si era caratterizzato per particolari performance positive. Tenendo conto che il fuori casa è azzerato, ci si aspetta nel trimestre 2021 una sostanziale invarianza sul 2020, tenuto anche conto dell’esplosione dei volumi nel marzo 2020. Aprile soffrirà l’anticipo della Pasqua, mentre orizzonti più ampi saranno condizionati dai tempi delle riaperture.

Questo lato consumo. E per la produzione? Sono tempi critici, dai quali dipende tutta la campagna. Il 2020 si è fatto ricordare per i danni delle gelate sulle drupacee e anche quest’anno non ci sono buone avvisaglie. In Val di Non, in Trentino, la mattinata di mercoledì 7 aprile 2021 ha segnato -4 °C con punte di 7 °C sotto lo zero nelle zone più fredde. A rischio soprattutto la produzione di ciliegie, mentre sembrano per ora scongiurati danni sulle mele. Allo stesso modo si sono registrate temperature sotto zero nel cuneese e in Veneto, e nuovamente in Emilia Romagna, dove nel ferrarese si sono toccati i -6 °C nella zona di Copparo, e per la settima volta in Toscana, con stime di danni di produzione sulle albicocche, secondo Confagricoltura, sopra all’80%. Qualcuno lo definisce tempo “strambo”, ma la frequenza crescente di sbalzi termici fuori norma per i climi temperati comincia ad essere la regola piuttosto che l’eccezione.

Occorre quindi mettersi al riparo. Raul Gardini, l’uomo delle commodities agricole, sosteneva, in tempi andati, che l’Italia aveva le potenzialità e le eccellenze per essere la California dell’Europa. Tutto questo passa in ogni caso da politiche differenzianti di costruzione del valore attorno alle proprie produzioni. Lo diciamo per convinzione, consapevoli del ruolo che in tutto questo può avere l’imballaggio. Nella percezione, nella condivisione e nella coerenza valoriale. Non sfugga quindi all’attenzione la classifica dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf) che, a febbraio, indica le migliori aziende per miglior rapporto qualità-prezzo. Lasciando a voi la curiosità di scoprirla, vi anticipo che in testa non ci sono quelle che minimizzano il denominatore di questo rapporto, e quindi il prezzo di vendita, ma quelle che investono per aumentare il valore del numeratore e cioè qualità a 360° senza sconti e massima attenzione a renderla profondamente percepibile e riconoscibile.