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Ritorno alla scienza. Per averne da dire in Futuro.

10/03/2021
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Dopo i benefici antivirali, nel 2021 tanti progetti di ricerca tra Bestack e DISTAL di Unibo per la tutela del consumatore e della sua salute.

di Claudio Dall'Agata

Non nego che il film di Robert Zemeckis nel quale Marty McFly usava una Delorean come macchina del tempo è stato quanto meno ispirante per il titolo. Orfani di una tecnologia altrettanto efficace non ci si può che affidare a scienza e ricerca per immaginare la prossima meta, definire la direzione e quindi i prossimi passi. Come si conquista fiducia e credibilità posto che in una società sempre meno intermediata e dematerializzata anche le fake news più assurde sembrano verosimili? Serve tempo e serietà!

Questo in teoria. Nella pratica dei comportamenti di orientamento strategico la via maestra è affidarsi all’oggettività della ricerca e della scienza, anche perché quest’ultima è l’antidoto più potente alla disinformazione. Carlo Sorrentino, Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Firenze, tra le pagine dell’Osservatorio permanente dei giovani editori definisce le fake news “spauracchi” del buon giornalismo, la cui abbondanza rende difficile distinguere il vero dal falso, tra loro distinti dall’opacità della verosimiglianza. La scienza è quindi luce che irradia il cono d’ombra della non conoscenza dove proliferano opinioni superficiali, magari ben narrate.

Per creare fiducia in ciò che facciamo occorre quindi, nel nostro caso, partire sempre da dati certi, misurati e verificati. Compie 10 anni quest’anno l’inizio della collaborazione con il team della prof.ssa Lanciotti del DISTAL - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - dell’Università di Bologna, partita allora con un’analisi campionaria sul livello di igiene di diverse tipologie di imballaggi per ortofrutta. Da allora tante altre ricerche, approfondimenti, studi, brevetti per spostare sempre un po' più in là il livello della conoscenza sulla connessione tra ortofrutta e imballaggi, su come trasferire benefici da cartone a frutta e verdura. Tanti dati che hanno avuto conferme nella comunità scientifica.

A marzo 2021 siamo a pagina sei della newsletter mensile del DISTAL con l’ultima ricerca su Attivo!, il nostro brevetto che aumenta la shelf life e riduce lo spreco della frutta confezionata al suo interno, questa volta testato per misurarne i benefici nell’abbattimento di persistenza sui materiali delle cellule virali.
 

Per continuare a far crescere la fiducia nel nostro lavoro la frontiera della ricerca non si ferma e deve costantemente essere spostata più avanti. Per questo abbiamo predisposto per tutto il 2021 un calendario di attività specifiche per continuare ad avere elementi di conoscenza a supporto del nostro settore per migliorarne la competitività. Indagheremo nel merito i benefici di Attivo su altri prodotti freschi, in collaborazione con i produttori di riferimento, analizzeremo i benefici di Attivo! con il leader italiano dell’home delivery sui prodotti agricoli, realizzeremo una analisi di CRM sui clienti di Esselunga per misurare la soddisfazione dei prodotti confezionati in imballaggi Attivati e, da ultimo, cercheremo di definire con maggiore precisone la correlazione tra materiale e persistenza virale (quindi di pericolosità per l’uomo) sui materiali da imballaggio, definendo modalità per abbatterla e ridurre quindi i rischi per la salute umana. Vogliamo continuare ad avere cose da dire! Si era capito?