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Packaging, food safety e Covid-19: la comunità scientifica parla dei benefici di Attivo!

11/02/2021
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L’imballaggio Attivo! per ortofrutta è in grado di “favorire e accelerare la scomparsa di Sars-CoV-2, anche quando inoculato ad alti livelli sulla sua superficie”. Lo ha sottolineato la prof.ssa Lucia Vannini dell’Università di Bologna durante il webinar online di Askfood dedicato ai possibili effetti della pandemia nel settore alimentare

di Redazione

La comunità scientifica parla dei risultati della ricerca sull’imballaggio in cartone ondulato Attivo! e dei benefici che questo packaging innovativo trasferisce sui prodotti ortofrutticoli. È accaduto nel corso del seminario “Food Safety culture development: best practices for a more sustainable food system” organizzato online il 5 febbraio scorso da Askfood https://www.askfood.eu/food-safety-culture-development - progetto europeo di innovazione e ricerca sui temi della sicurezza alimentare - dedicato ai possibili effetti della pandemia sul food. Al webinar online ha partecipato anche prof.ssa Lucia Vannini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, che ha tenuto una relazione sul tema Covid-19 and food safety: the importance of research in facing tough challenges for the food industry of the future”.

Durante la sua relazione sono stati illustrati gli ultimi risultati della ricerca scientifica sul tema della sicurezza alimentare nell’era della pandemia globale, tra cui gli interessanti risultati dei test svolti sugli imballaggi innovativi con attività anti-Coronavirus. “In particolare - ha dichiarato la prof.ssa Vannini durante il suo intervento -, l’imballaggio Attivo, in quanto soluzione di packaging innovativo in cartone ondulato addizionato di antimicrobici naturali, in grado di ridurre l’alterazione dei prodotti ortofrutticoli inibendo i microrganismi degradativi e patogeni, si è dimostrato in grado di favorire e accelerare anche la scomparsa di Sars-CoV-2, persino quando inoculato ad alti livelli sulla sua superficie”.

Dunque, il packaging “Attivo - nato dalla lunga e proficua collaborazione tra il consorzio Bestack e il gruppo di microbiologia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna – “si dimostra una buona strategia non solo per incrementare la shelf life e ridurre lo scarto dei prodotti ortofrutticoli, ma anche per ridurre la persistenza di Sars-CoV-2”, ha concluso la prof.ssa Vannini.

Si tratta di un primo lavoro di ricerca, enorme e innovativo, sul tema Covid-food safety che ha messo a valore l’interdisciplinarietà dell’Università di Bologna, condotto dai gruppi di Microbiologia degli Alimenti (Rosalba Lanciotti, Francesca Patrignani, Lorenzo Siroli, Lucia Vannini, Giacomo Braschi) e di Tecnologie Alimentari (Marco Dalla Rosa, Pietro Rocculi, Santina Romani, Urszula Tylewicz) del DISTAL e da quello di Microbiologia (Vittorio Sambri, Francesca Taddei, Tommaso Gritti, Maria Michela Marino e Laura Grumiro) del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna.

I più curiosi possono vedere nel video sopra il webinar completo; chi avesse tempo limitato può andare direttamente all’intervento della prof.ssa Vannini al minuto 8:32.