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Le nuove varietà: chiave di competizione in export

20/01/2021
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di Claudio Dall’Agata

In attesa degli ultimi due mesi del 2020 ancora da reperire e conteggiare, l’analisi della bilancia commerciale ortofrutticola da gennaio a ottobre dell’anno passato ci riporta una fotografia che a volume vede l’ortofrutta indietreggiare nelle esportazioni del 3,3%, mentre l’import complessivo rimane sostanzialmente invariato cedendo solo lo 0,3%. Ne consegue un allargamento della forbice della bilancia commerciale che, salvo stravolgimenti, dovrebbe confermarsi con più margine rispetto allo scorso anno ancora in territorio negativo. Nei primi dieci mesi del 2020 la bilancia commerciale è infatti negativa di oltre 150 mila tonnellate. Spicca nell’import l’incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente degli agrumi, con un incremento di oltre l’11% legato alla forte domanda sul mercato interno per via della scarsità di prodotto nazionale, che infatti in export perde il 10%, così come si indebolisce l’export di frutta a fronte di un rafforzamento dell’import.

Di fatto si consolidano le vocazioni e le specializzazioni innovative. È il caso del kiwi, che a fronte di quantità produttive limitate soffre sul verde ma vola sul giallo, mentre il rosso muove i primi passi positivi in uno scenario competitivo, dove appare strategico orientare maggiormente la produzione al mercato anticipando la domanda. Se così accade ci si trova come nel caso del kiwi giallo in una situazione di una offerta inferiore alla domanda.

Fuori dai nostri confini i competitori si rafforzano. È il caso dell’Argentina, che consolida le produzioni di pere e mele. Secondo le stime del CSO Italy nel 2020 l’Argentina incrementerà ancora la propria produzione di pere, +1% nella prossima campagna e +8,2% negli ultimi 4 anni, arrivando a oltre 660 mila tonnellate - superando per la prima volta l’Italia - di cui quasi il 55% esportate, il doppio del dato italiano. Simile il discorso delle mele, ma con dimensioni inferiori. Cresce anche in questo caso la produzione, dell’8% negli ultimi 4 anni, e arriva a superare le 614 mila tons. per il 2021, con una aspettativa di export che passa dal 18 al 22% della produzione e un incremento del 30%.

Passando dagli oceani a mari ben più tranquilli e conosciuti sulla costa sud del Mediterraneo, secondo i dati del Ministero egiziano dell'Agricoltura e della bonifica dei terreni la coltivazione in Egitto di fragole è in costante sviluppo e registra un aumento delle rese. L’aspettativa della stagione in corso, già ben avviata grazie a temperature sopra ai 20 gradi quando nel frattempo l’Europa congela, è incrementare l’export , già oggi pari a 20 mila tonnellate, del 20%, anche grazie all’aumentare delle rese di oltre il 30% per l’introduzione di nuove varietà.

E sul fronte Italiano? Anche in questo caso le buone notizie arrivano dal binomio nuove varietà ed export. È il caso dei buoni risultati della mela Ambrosia in Spagna, così come dell’allargamento varietale di Melinda che in questi giorni dà alla luce il progetto sui grossisti attraverso la nuova Enjoy.

Per tutte queste iniziative non è corollaria l’attività di sostegno promozionale e di identificatizione di brand che sposa l’esigenza di sostenibilità del momento, utilizzando sempre confezioni, primarie e secondarie, a base carta con una forte attenzione alla qualità di stampa, in totale coerenza con i valori del progetto.

 

Fonti: CSO Italy e Fruitimprese