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2021 secondo Coop e Nomisma: rimbalzi diversi per i diversi consumi
14/01/2021
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news

di Claudio Dall’Agata

 

Con l’inizio dell’anno cominciano a manifestarsi all’orizzonte le prime stime per il 2021 come ad esempio il sondaggio “2021, l’anno che verrà” svolto in collaborazione Coop-Nomisma e l’indagine “2021 Restart. Il nuovo inizio per l’Italia e gli italiani” rivolta alla community del sito di italiani.coop.

Prima delle incertezze le quasi certezze. Chi gioverà dei rimbalzi più positivi saranno le filiere maggiormente penalizzate nel 2020, e viceversa il contrario. Fra le voci di spesa in crescita, in un 2021 che non potrà comunque riguadagnare i livelli e la composizione della spesa pre-Covid (la stima si attesta su un +4,9%), tornano prepotentemente i viaggi e le vacanze, la socialità live e una nuova mobilità. Nella nuova realtà del next normal le intenzioni di spesa sembrano privilegiare alcune categorie di consumo e penalizzarne altre. Trasporti pubblici, abbigliamento, calzature, abbonamenti e pay tv risentono pesantemente del timore della riduzione dei redditi. La casa rimane invece uno dei capisaldi nel post-Covid: uno su cinque sogna la domotica. Il digital jump non si interrompe: quasi un italiano su due investirà su smartphone, tablet, pc e smart tv; anche i pagamenti on line, l’e-grocery e il delivery saranno sempre più frequenti.

Venendo al cibo i volumi tengono, ma le creste delle onde segnano grande attenzione a prezzi e convenienza. Quello del 2021 sarà per molti un cibo sobrio (se per il 71% del campione questa voce di spesa rimarrà stabile, un 15% intende risparmiare). Continua l’onda lunga dello “slow cooking”, la nuova strategia degli italiani per spendere meno, acquistando più ingredienti di base e meno piatti pronti, e contemporaneamente per difendere qualità e salubrità del proprio cibo spesso cucinandolo da sé (il 30% già ad agosto prevedeva di dedicare più tempo alla preparazione dei pasti). Inoltre, secondo gli executive della filiera alimentare, gli acquisti si concentreranno maggiormente sugli alimenti prodotti con materie prime italiane e naturali/sostenibili (rispettivamente il 53% e il 48% del campione ritiene che queste categorie registreranno le migliori performance rispetto all’anno precedente), oltre che con ingredienti freschi (in crescita per il 52%). Proprio il concetto di prodotto sostenibile, però, si fa più articolato e al generico rispetto dell’ambiente si affiancano il tema di produzione locale o legata al territorio (il 50% abbina questo concetto alla sostenibilità) e quello della filiera controllata (49%).

Per quel che riguarda ciò che più ci interessa - consumi alimentari e GDO - le ultime chiusure nel 2020 hanno portato gli italiani a privilegiare i consumi indoor e la Gdo ha fatto segnare un incremento dell’8% delle vendite nella settimana di Natale. Un’accelerazione finale che ha spinto le vendite 2020 della rete fisica della grande distribuzione a un +4,2% sull’anno precedente e  a un +5% e oltre considerando anche il canale e-commerce (che con una variazione che sfiora il +140%, contribuisce con quasi un punto percentuale alla crescita complessiva del settore). In tutto questo i canali hanno registrato andamenti differenti. Le difficoltà economiche, da un lato, hanno certamente favorito la crescita del discount (+9,1%) e degli specialisti drug (+8,1%); dall’altro, le limitazioni agli spostamenti hanno fatto crescere il libero servizio che, con un’inversione di tendenza rispetto al 2019, segna una variazione positiva del +5,8%. All’opposto, continua invece a soffrire il canale degli ipermercati (-2,8%).

Per il 2021, con il graduale esaurirsi dell’emergenza sanitaria, si attende una flessione del fatturato della rete fisica della grande distribuzione del 2,6% (-1,6% se si considera anche l’e-commerce). Andamento in controtendenza nella rete fisica solo per discount (+1,8%) e specialisti drug (+2,9%). Prendendo in esame le singole aree geografiche, in maggiore difficoltà sarà certamente il Sud, mentre sarà meno pronunciata la perdita nelle regioni settentrionali anche grazie alla forte ulteriore crescita dell’e-commerce, che si concentra proprio in quei territori.

La differenza probabilmente sarà la capacità di interpretare il mix di canale tenendo conto di impatti economici e opportunità del canale on-line. Gli analisti dicono che sarà in forte crescita anche il prossimo anno (+62% la stima Nielsen di incremento delle vendite online nel 2021) e l’occasione per dare un migliore servizio ai consumatori.

 

Approfondimento:

https://www.italiani.coop/wp-content/uploads/2021/01/presentazione-winter-rapportocoop2020-HD.pdf