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Fragole, stime di produzione 2021. Tre catene della GDO confermano Attivo!
13/01/2021
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di Claudio Dall’Agata

 

Terminate le feste natalizie e chiuso l’anno, le previsioni diventano consuntivi. L’osservatorio retail di Repubblica quantifica le vendite in distribuzione moderna in crescita del 2,23%. Risultato certamente positivo, ma che lascia tante perplessità: se c’era da aspettarsi un incremento dei consumi domestici causa lockdown, era lecito ipotizzare un maggiore incremento di quest’ultimo a fronte dello svuotamento dei consumi fuori casa per la chiusura dell’Ho.re.ca, con tutto il resto connesso anche in termini di minore domanda turistica. Lo stesso discorso vale per il cenone di Capodanno: il giro d’affari della Gdo è rimasto sugli stessi livelli del 2019, nonostante tutti gli italiani abbiano consumato la cena di San Silvestro tra le mura domestiche: dal 28 dicembre al 3 gennaio la crescita è stata solo dello 0,17%.

Domanda quindi sotto le aspettative, che ha generato per la produzione prezzi insoddisfacenti che solo ora, specie per gli ortaggi, causa temperature rigide, difficoltà di reperire prodotto e riduzione dell’offerta spagnola a causa della tempesta Filomena, sembrano riprendere quota.

In tutto questo si cominciano ad aprire le riflessioni sulle prime campagne 2021 e tra queste una delle prime e quella della fragola. Anche per la fragola il 2020 è stato un anno particolare. Da regina dei reparti di primavera si è trovata ad annaspare a causa delle restrizioni agli spostamenti che hanno diluito i momenti di acquisto in punto vendita, penalizzando maggiormente i prodotti ad alta deperibilità a cui si sono preferiti prodotti più durevoli come le mele. In leggero calo la disponibilità di prodotto italiano a causa della contrazione del 4% delle superfici rispetto al 2019 sul dato nazionale, con riduzione del 13% in Basilicata, Emilia Romagna e Veneto

La campagna 2020/2021 della produzione italiana si è aperta a fine novembre con le produzioni siciliane, in ritardo di 10 giorni a causa del perdurare di condizioni climatiche sopra le medie stagionali. In un dicembre fiacco la produzione italiana si è trovata a competere con quella belga di alta qualità e quella spagnola e marocchina di primo prezzo. La richiesta si è mantenuta sotto la media di stagione, seppur in previsione delle feste natalizie a causa specialmente della chiusura dell'Ho.re.ca. La referenza che ha sofferto di più è stata quella con quotazioni inferiori. È infatti la classe media che compra questa referenza per togliersi lo sfizio e in periodi di incertezza sono proprio gli sfizi i primi a essere ridotti, mentre per i prodotti di fascia alta, nonostante prezzi importanti, le performance tengono: il target da boutique dell'ortofrutta è infatti meno intaccato dalle ristrettezze di periodo.

Con l’inizio dell’anno iniziano a delinearsi gli scenari produttivi per il 2021. La stima qualitativa degli operatori di settore parla di un recupero di 4-5 punti percentuali delle superfici rispetto all’anno precedente, con incrementi prevalenti in Basilicata, Campania e sempre più in Calabria, con picchi di oltre il 6%.

Buone in questo contesto le prospettive per l’imballaggio Attivo!, che ad oggi - è confermato - sarà utilizzato da tre catene distributive.

Per capire come si muoveranno i consumi e la redditività di filiera occorre aspettare aprile, non perché sia uno scherzo, ma per valutare la pancia della campagna commerciale e per capire quanto, sperando il più possibile, ci saremo lasciati alle spalle gli effetti del Covid su salute e abitudini di acquisto.