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Milleproroghe 2021: apertura al dialogo sull’Etichettatura ambientale
07/01/2021
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Correva l’anno 2020, passato alla storia per la pandemia da COVID-19 e certamente non per l’art. 3 comma 3, lettera c) del decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre 2020. Se socialmente la pandemia ha rivoluzionato lo scenario mondiale, per noi che ci occupiamo di imballaggi il decreto ne modifica una parte. Il succitato passaggio ha apportato modifiche al comma 5 dell’art. 219 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152 sancendo, in breve, l’obbligo di etichettatura ambientale a partire dal 26 settembre 2020. Con etichettatura ambientale si intende l’applicazione, o la stampa, su OGNI imballaggio della codifica alfanumerica relativa ai materiali di cui è composto (come da Decisione 129/97/CE). Con “ogni” si intende proprio ogni campione di imballaggio (primario, secondario e terziario) destinato a rapporti B2B e B2C.

Il decreto si rivolge a tutti coloro che producono o utilizzano imballaggi per la propria attività imprenditoriale o commerciale, obbligando ad affiggere, stampare o etichettare con un codice l’imballaggio sulla base del materiale di fabbricazione e non solo.

Tutto molto semplice se ci riferiamo a imballaggi secondari per ortofrutta: il materiale è uno (il cartone ondulato identificato PAP 20) ed eventuali accessori di altro materiale avranno una loro etichettatura. Questo discorso vale solo per imballaggi terziari e secondari, per gli imballaggi primari vale il “non solo”. Per questi ultimi, infatti, il decreto legislativo impone anche di fornire le indicazioni relative alle modalità di conferimento e di raccolta differenziata e che le stesse possano essere diversamente disciplinate dal proprio Comune. L’imballaggio primario deve infatti riportare il codice del proprio materiale epidermico, ma anche quello di tutte le componenti rimovibili che caratterizzano le parti secondarie o accessorie del  packaging per favorire una corretta raccolta differenziata. Banalmente si può pensare al tappo plastico del tetrapak del latte, ma, senza viaggiare con la fantasia tanto oltre alla nostra dispensa, troviamo imballaggi ben più complessi come flaconi con etichette, incarti o flowpack composti, blister.

L’obbligo di etichettatura ambientale entrato in vigore il 26 settembre 2020 non prevedeva alcuna proroga, regolamenta soltanto il mercato nazionale e prevede(va) una sanzione amministrativa pecuniaria tra i 5.200 e i 40.000 euro per l’omissione di etichettatura conforme. Sanzione comminabile a chiunque immetta sul mercato imballaggi non conformi, quindi produttori, fabbricanti, trasformatori, importatori di imballaggi, ma anche commercianti, distributori, aziende addette al riempimento e importatori di imballaggi pieni. Senza escludere ovviamente il committente dell’imballaggio.

Le parentesi al “prevedeva” con relativo prefisso si sono aggiunte al fotofinish. Il 31 dicembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 183, cosiddetto “Milleproroghe 2021” nel quale al comma 6 dell’articolo 15 si prevede la sospensione dell’applicazione – fino al 31 dicembre 2021 – del primo periodo del comma 5, dell’art. 219 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modifiche, ovvero “Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione Europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi”.

Di fatto 12 mesi in più per consentire al settore di mettersi in linea con le corrette indicazioni ambientali per il consumatore, per una corretta differenziata. Nel frattempo CONAI sta svolgendo un lavoro di intermediario tra legislatore e imprese, per cercare di sviscerare dubbi e ridurre al minimo gli spazi di interpretabilità di un decreto che ha generato parecchi malumori. Qui sotto le linee guida in cui potete approfondire l’argomento, frutto di riflessione e confronto con le aziende e le associazioni di categoria a cui abbiamo partecipato e chiunque può contribuire registrandosi:

http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-im...