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Conad: un 2020 a vele spiegate con il vento in poppa della MDD
17/12/2020
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news

di Claudio Dall’Agata

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno iniziano anche i tradizionali appuntamenti che anticipano i primi numeri a preconsuntivo dell’anno appena trascorso, in uno scenario negativo per lo stato di salute del Paese, ma positivo per la GDO alimentare. L’andamento delle vendite della Gdo è rimasto molto solido anche nella settimana dal 30 novembre al 6 dicembre. A livello nazionale il dato mostra un progresso del 2,03%, mantenendo così lo stesso passo mostrato dall’inizio della seconda ondata. Il bilancio dall’inizio dell’anno è ora pari a +2,15% e, tenuto conto che mancano ormai pochi giorni alla fine del 2020, il risultato al 31 dicembre non sarà molto differente. In questo dato c’è chi performa meglio e chi peggio. Venerdì 11 dicembre Conad ha presentato oltre alle stime di chiusura 2020 anche la strategia a breve termine e ha colto l’occasione per presentare il proprio spot di Natale.

Il 2020 è un anno certamente particolare anche in GDO, nel quale si può ritenere conclusa un’evoluzione iniziata 10 anni fa. Prima di tutto si consolida la leadership di Conad rispetto a Coop, ancor più evidente nel canale supermercati grazie all’operazione Auchan. Secondo, l’Italia sembra aver rifiutato ed espulso forse in maniera definitiva il canale iper, con annessi i francesi, a favore dei negozi di media prossimità, in un anno in cui, a causa delle restrizioni negli spostamenti, hanno faticato realtà come il superstore, best in class in class fino a qualche anno fa, così come Esselunga. Terzo, il discount - con i suoi tre alfieri Lidl, Eurospin e Aldi -raccoglie una fetta di mercato crescente e ormai assolutamente consolidata che mantiene al centro, complice anche la crisi, il tema della convenienza. Da ultimo il ruolo delle centrali si conferma. È il caso di Sigma, molto più coerente a livello nazionale, e di Vegè nel suo coordinamento tra le insegne territoriali. E poi c’è il fenomeno e-commerce. E infatti l'e-commerce cresce del 114%, ma pesa al momento per l'1,66% sul totale delle vendite. Conad prevede che, in 3 anni, le vendite online dei supermercati arriveranno al 5%. I discount, invece, che hanno ben altro peso, crescono del 10% con punte del 20%.

Tornando a Conad, chiude il 2020 con un fatturato di 15,7 miliardi, in crescita del 10,2% sul 2019 (considerando i Pdv ex Auchan), porta la quota di mercato al 14,8% (+1%) e nell’anno di Covid-19 "si gode" il consolidamento della leadership tra i retailer e la conclusione della complessa operazione Auchan. I dati della crescita sono da ricondurre, ancora una volta, ai Prodotti a Marchio Conad (Mdd), che valgono il 31% del totale. La private label Conad è basata sul valore dell’italianità della filiera di produzione, quale risposta ai bisogni di qualità, sicurezza e convenienza espressi dai clienti. Con 4.978 prodotti ­– di cui 500 nuovi lanci – la Mdd vale 4,5 miliardi di euro, in crescita del 20% a valore, e rappresenta più del 30% del valore totale Italia.

In tutto questo la sostenibilità gioca un ruolo fondamentale. Conad lancia infatti il progetto Sosteniamo il futuro per migliorare la logistica, i materiali per l’imballo dei prodotti Mdd, l’avvio di un percorso continuo di aggiornamento delle metodologie di approvvigionamento di energia e di recupero degli scarti. Anche in tale ottica è stato redatto il primo Bilancio di Sostenibilità del sistema Conad, che coinvolge consorzio, cooperative e punti di vendita. Sono stati inoltre avviati un progetto di digitalizzazione per dotare Conad di una piattaforma di e-commerce e un progetto pilota, in partnership con Deliveroo, per verificare le potenzialità dell’home delivery per l’offerta a marchio Conad.

Se si aggiunge quanto detto da Gabriele Villa, direttore commerciale di Esselunga, allo Speciale frutta e verdura 2020 di Mark Up, secondo cui la marca del distributore è sempre più al centro della strategia della catena fondata dal cav. Caprotti, appare chiaro come sia in atto la tendenza della GDO a diventare, oltre che impresa distributrice, anche produttrice, con tutto ciò che ne consegue in termini di imballaggi e confezioni ed esposizione a punto vendita.

In tutto questo all’imballaggio saranno richieste funzioni crescenti, sia per le vendite in store sia per quelle sui canali web.