Tu sei qui

Biologico e on-line: mq di opportunità per il cartone ondulato
25/11/2020
-
news

di Claudio Dall’Agata

 

A leggere il rapporto Cerved PMI 2020 presentato a metà novembre tremano le gambe. La stima parla di una riduzione di fatturato delle piccole e medie imprese italiane nel 2020 di 11 punti percentuali (fino a 16,3% nel caso di ulteriori lockdown) e la redditività lorda scende del 19%. Una simulazione condotta da Cerved sul totale delle imprese private, quindi non solo PMI, prevede poi che a fine 2021 vadano persi 1,4 milioni posti di lavoro. Con nuove chiusure, i disoccupati salirebbero a 1,9 milioni.

Se si sposta poi lo sguardo sui consumi fuori casa le temperature non risalgono sopra lo zero. Secondo l’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food, elaborato da Confimprese-EY, peggiora il mese di ottobre con una flessione, ampiamente prevista, del -24,7%, in forte calo rispetto ai dati di agosto e settembre. Il dato del progressivo anno si attesta al -33,5%, e sale al -41% se consideriamo gli otto mesi marzo-ottobre. La situazione è in deciso peggioramento per effetto delle restrizioni adottate in ottobre, con le chiusure dei centri commerciali nei weekend.

Se questi sono i dati di scenario, si confermano per l’ennesima volta i trend anticiclici dei settori primari, primo tra tutti l’ortofrutta: secondo il Monitor ortofrutta di Agroter in ottobre l’effetto Covid con le prime restrizioni (tre "fasce" con diversi colori a seconda della regione) si rifà sentire nelle vendite in GDO di frutta e verdura, anche se in modo meno intenso rispetto al periodo di scoppio della pandemia tra marzo e aprile. Il rimbalzo è di oltre 2 punti percentuali nei consumi (+2,6%), quando tra luglio, agosto e settembre il dato era in perdita (rispettivamente di -6,9%, -0,5% e -2%). La crescita a volume è importante, se si considera che la frutta è in leggera perdita (-0,9%), anche se con un grande miglioramento rispetto alla flessione di settembre (-4,9%). E non basta, secondo le stime del IRI Liquid Data il previsionale per freschi e ed ortofrutta potrebbe arrivare al +5,1% a fine 2020.

Certo, i dati risentono fortemente del periodo e pertanto queste progressioni devono essere lette in termini congiunturali, piuttosto che strutturali, tanto è vero che sempre IRI stima che nel 2021 si registrerà una contrazione rispetto al 2020 anche se meno significativa della crescita di quest’anno.

Pertanto non entusiasmino i segnali positivi del food e dell’ortofrutta, piuttosto stimolino eventuali ipotesi interpretative, anche considerando tendenze di più ampia portata. Dal nostro punto di vista due su tutte. Ad oggi le perdite di fatturato di alcuni canali sono compensate, solo parzialmente, dall’incremento di altri, con saldi complessivi negativi anche in relazione al minor potere d’acquisto del mercato. In secondo luogo ci sono nicchie di offerta che si stanno strutturando per migliorare il proprio grado di competitività al netto della crisi dei canali tradizionali.

È un fatto che il biologico sia una categoria di prodotti destinata a crescere. Bio Bank stima che le vendite di alimenti biologici in GDO quest’anno siano ormai prossime a 2 miliardi di euro, con un ritmo di crescita nel 2020 del +5%. Lo immagina, con qualche malumore dei produttori agricoli, la strategia europea Farm to Fork, che prevede che entro il 2030 in Europa i terreni agricoli dedicati all’agricoltura biologica siano il 25% del totale, mentre a Barcellona viene inaugurato in questi giorni il primo mercato alimentare solo per prodotti biologici. Cosi come è indicativo che i produttori di mele trentini abbiano da qualche anno iniziato a immaginare e percorrere una strada per rendere sempre più sostenibili e meno impattanti sul territorio le loro produzioni agricole. Se poi ancora si riconosce a Farinetti il tocco magico imprenditoriale, nonostante i singhiozzi recenti di FICO, è la conferma di questa tendenza anche Green Pea, la sua ultima avventura imprenditoriale che lancerà il prossimo 8 dicembre a Torino: 15.000 mq di offerta non food sostenibile.

Ma soprattutto vendite e promozione on-line stanno crescendo sensibilmente. Da un lato avanzano scenari di promozione internazionale come l’accordo Ice-Alibaba per portare il Made in Italy nel mondo. Dall’altro, secondo l’osservatorio Net e Digital Innovation del politecnico di Milano, il fatturato italiano online arriverà a superare il 24 miliardi di euro, di cui 2,4 di prodotti food e quasi 800 milioni di ortofrutta. Solo per l’ortofrutta significano 30 milioni di scatole. Facciamo un po' noi!