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Consumi e largo consumo. Cosa aspettarsi per il futuro e a quali canali guardare, ma soprattutto cosa avere in testa…

18/07/2020
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news

di Claudio Dall’Agata

IRI ha presentato lo scorso 15 luglio le previsioni sull’andamento dei mercati del Largo Consumo Confezionato per la seconda parte dell’anno in corso e per il 2021. Lo scenario futuro è certamente difficile e di difficile definizione in relazione alle tante variabili in gioco, in ogni caso il quarto trimestre 2020 sarà la cartina tornasole di quante perdite si saranno acculate e la premessa di come e quando le recupereremo, posto che sul terreno rimarranno vittime anche importanti. In primo luogo la scienza suggerisce che ci si possa aspettare un numero contenuto ma continuo di nuovi contagi, con piccoli focolai circoscritti in prevalenza originati dall’estero. Rimarrà uno stato di cautela, sia ufficiale che soprattutto psicologica per la gran parte della popolazione. Il ciclo economico che ne conseguirà non potrà che essere negativo per il 2020, con inevitabili ripercussioni sul reddito delle famiglie, e parte dei settori economici non riprenderanno appieno l’attività, influenzando i livelli occupazionali.

In questo scenario a partire dal secondo semestre del 2020 la domanda sarà condizionata dall’arretramento dei redditi medio bassi e così in GDO riappariranno le promozioni per sostenere i volumi. Da studiare le scelte dei discount divisi tra la ricerca della convenienza, che significa anche risparmio sulle scatole, e l’avvicinamento ai supermercati di qualità con lo sviluppo di marche commerciali. Tutto produrrà una nuova riallocazione delle quote di canale e, dopo lo spostamento degli acquisti verso i formati di prossimità durante il periodo di lockdown, si sta assistendo già in Fase 3 a un ritorno agli assetti pre Covid-19. Non arretrerà il canale dell’e-commerce, che consoliderà le posizioni acquisite durante la fase acuta della crisi sanitaria proseguendo la sua espansione. Da ultimo l’Horeca sarà in ripresa, ma molto lenta, seguendo un ciclo economico ampio. Ora si è assistito a una migrazione dei pasti fuori casa in casa, che ha fatto impennare le vendite retail nel corso della fase critica dell’epidemia. Con la riapertura di bar e ristoranti si sta assistendo (con ritardo) a un graduale rientro del fenomeno, infatti una quota significativa dei lavoratori si aspetta di continuare a lavorare da casa ancora a lungo.

E così IRI prevede che le vendite in GDO nel secondo semestre 2020 saranno in linea con lo stesso periodo del 2019 ancora pre Covid-19, sottraendo quote all’Horeca ancora in picchiata, attestandosi a valore su un + 0,4%, mentre nel primo semestre 2021 il confronto sarà reale a parità di scenario e sconterà il confronto con la prima fase dell’epidemia, registrando un calo del 8,1%.

Tutto questo come si traduce in metri quadri di cartone ondulato? L’analisi delle filiere e dei trend di canale a breve fa pendere l’ago ancora verso chi è spostato sul food per il consumo domestico, con variazioni anche positive sostenute dall’incremento del confezionato e dell’effetto plastic free, ma con l’inizio del 2021 anche questi volumi caleranno. Con il 2021 riprenderà piede l’Horeca, per tanti motivi, primo tra tutti la necessità politico sociale di sostenere un paradigma di servizi sul fuori casa, da cui dal punto di vista occupazionale il Paese non si può permettere di prescindere, e avremo dati più certi e consolidati sull’e-commerce, che sarà oggetto di significativi investimenti da parte della GDO tradizionale.

Quindi è ipotizzabile che i mq di cartone con l’inizio dell’anno si sposteranno verso questi due canali, a conferma della progressiva ominicalità degli acquisti. Forte pressione e contrazione su fogli e imballaggi anonimi specie per l’abbigliamento da un lato, e dall’altro scatole resistenti a maggior valore aggiunto, per filiere - alimentari -più lunghe e complesse e contemporaneamente innovative nel design, orientato alla prevenzione dell’utilizzo di materia prima e graficamente di crescente qualità.

Per cogliere queste opportunità le solite ricette: una forza commerciale sensibile in grado di cogliere il momento del cambiamento per anticiparlo e accompagnarlo, una tecnologia produttiva allineata ai massimi standard del portafoglio clienti servito, un grado di servizio tarato sul “before” in time, visti i repentini cambi di scenario e gli adattamenti della produzione. e una costante propensione agli investimenti in ottica futura. Ah dimenticavo… occorre avere l’idea di costruirsi le opportunità, perché sarà sempre più difficile per i nostri clienti esplicitare le richieste. La differenza la farà chi avrà le risposte prima che arrivino le domande.

 

Fonte:

https://www.gdonews.it/2020/07/15/iri-previsioni-per-le-vendite-gdo-nel-secondo-semestre-2020/?utm_medium=email&utm_campaign=gdonews%2016%20luglio%202020%20IND&utm_content=gdonews%2016%20luglio%202020%20IND+CID_b09c4b15d63d48143e06794662f1c4c9&utm_source=Newsletter%20GDONews&utm_term=IRI%20previsioni%20per%20le%20vendite%20GDO%20nel%20secondo%20semestre%202020