Tu sei qui

Fase 2: agli italiani piace piccolo… In attesa di un nuova normalità integrata

02/05/2020
-
news

Vendite in crescita del 40% nei supermercati di medie e medio-piccole dimensioni, mentre sono diminuite del 15% nelle grandi superfici come gli Iper. Questa l'istantanea che Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, scatta in merito alle vendite degli ultimi due mesi. "In media, le vendite sono aumentate del 10% - ha esordito Pedroni -, ma con una forte spinta dettata dalle superfici più ridotte. È il proseguimento di un trend già esistente e che si è velocizzato con la pandemia da Coronavirus. Per molti ipermercati, il problema va oltre la dimensione in sé. È piuttosto l'ubicazione il fattore discriminante: le cattedrali nel deserto, slegate dai centri abitati, soffrono di più". E - aggiungiamo noi - per la prima volta, udite udite, Esselunga è in difficoltà, con una contrazione delle vendite a due cifre legata all’arrembaggio competitivo fondato sulla prossimità di superfici più ridotte rispetto al classico format Superstore di proprietà della discendenza Caprotti.

La rivoluzione non sarà totale ma, ci sarà un'integrazione fra diversi sistemi: "Le vendite online di ortofrutta e altri generi alimentari aumenteranno, ma andranno a integrarsi con il canale tradizionale. Ci saranno più famiglie che, ogni tanto, acquisteranno online anche l'alimentare. Aumenterà anche la prenotazione via telefono, facendosi preparare la spesa che poi sarà ritirata di persona al punto vendita, oltre che consegnata a casa. Aumenteranno i pagamenti effettuati in maniera elettronica".

In tale contesto i brand del largo consumo - moda, retail specializzato e non, elettronica, igiene e bellezza -hanno aumentato la pressione comunicativa a partire dal 29 gennaio (primi contagi rilevati), accelerando ancora nelle due settimane iniziali di febbraio con picchi rilevanti soprattutto nella cosmesi. Nel mondo grocery, secondo l’Osservatorio Covid 19 di Jackala, primaria società italiana di MarTech, c’è un forte incremento della comunicazione in giorni della settimana solitamente meno presidiati, come la domenica e il martedì, ma il venerdì resta il preferito.

E nella fase due cosa accadrà? I rispondenti, in linea di massima, non si attiveranno subito e non abbandoneranno una serie di cautele: aspetteranno per capire (40%) o, in misura molto minore (20%), faranno festa con amici e parenti, o ancora (18%) si recheranno al ristorante. Le uscite da casa riprenderanno come prima solo per il 28% degli italiani, mentre un 38% si darà limiti precisi. Insomma, il mantra “niente sarà come prima” potrebbe dimostrarsi molto vero, almeno nei prossimi mesi o, addirittura, nel futuro semestre.

Non regge più di tanto il ricorso in massa all’e-commerce: il 32% pensa, nel post, di privilegiare il commercio fisico, il 15% non farà distinzioni e il 20% utilizzerà il digitale per motivi di emergenza. Jakala suggerisce ai retailer varie azioni: adottare una comunicazione locale molto pervasiva nei bacini di utenza dei punti vendita, per continuare a dare informazioni utili sulle condizioni di sicurezza; ottimizzare gli assortimenti in funzione dei nuovi paradigmi di consumo, consolidatisi nel periodo; introdurre strumenti e percorsi fisici che garantiscano un’esperienza di shopping sicura, semplice e soddisfacente; recuperare gli acquisti di impulso anche sul canale online, mediante mezzi di design persuasivo e iniziative di fidelizzazione, come gli abbonamenti per la spesa digitale.

 

Fonti e approfondimenti