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Italia: prima nel Covid, mentre nella penetrazione dell’e-commerce alimentare?

19/04/2020
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Con la Pasqua sono emerse ulteriori novità nei comportamenti di consumo degli italiani. “Rispetto allo stesso periodo del 2019, continuano infatti a crescere i prodotti base con i quali si preparano pasta, pizza e dolci caserecci - dichiara Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia -. Lo schema dei canali si è invece assestato: fino alla fine della quarantena i piccoli negozi di vicinato e le opzioni di e-commerce e click & collect rimarranno i favoriti". Nella settimana prima di Pasqua l’e-commerce registra +158% sull’anno precedente, mentre la GDO fa +2,2%. Continua il calo dei format Cash & Carry, con un trend negativo del -48,8%, sempre in linea con il calo delle ultime quattro settimane, quindi dall'inizio della quarantena ufficiale e dalla chiusura dei locali pubblici e degli esercizi di ristorazione e catering. In questa crisi pandemica, sfortunatamente, l’Italia si ritrova il Paese più esposto al vento, colpito per primo sulla linea temporale: gli altri Paesi su questo ci seguono in termini di trend.

In Inghilterra, come in molti altri Paesi, la televisione ha mostrato immagini di persone in code chilometriche in attesa fuori dai supermercati nel periodo del lockdown. La società di statistica mondiale Kantar ha pubblicato gli esiti delle vendite della GDO dell’isola anglosassone. Su base annua la crescita del mercato nelle ultime 12 settimane è stata la migliore di oltre un decennio, con un incremento del 7,6%. Nelle ultime quattro settimane il tasso di crescita è stato addirittura quasi tre volte superiore, pari al 20,6%, una crescita mai registrata dal mercato, persino superiore ai livelli visti a Natale. Mentre le vendite settimanali erano in forte aumento all’inizio del mese, è stato dal lunedì 16 marzo che il pubblico si è recato nei negozi con flussi decisamente elevati. Tra lunedì 16 e giovedì 19 marzo, l’88% delle famiglie ha visitato un negozio di alimentari, facendo in media cinque viaggi, incrementando fino a 42 milioni gli acquisti in più rispetto al 2019 in quei quattro giorni. La crescita, infatti, è stata trainata principalmente dalle persone, che hanno effettuato più acquisti. La famiglia media ha speso un extra di 62,92 sterline nelle ultime quattro settimane. I consumatori di Londra hanno incrementato i loro acquisti del 26% durante il mese.

Con ristoranti e bar chiusi in Inghilterra i 503 milioni di pasti fuori casa si sono trasformati in consumi casalinghi. Coloro che hanno perso i loro ritrovi abituali hanno fatto scorta per sostituire le visite al pub con gli amici con app come Houseparty e FaceTime, aumentando le vendite di alcolici del 22%, con ulteriori 199 milioni di sterline nell’ultimo mese.

I negozi di prossimità sembrano trarre vantaggio dalle persone che acquistano più spesso e seguendo le indicazioni per stare più vicini a casa. I negozi più piccoli delle principali catene hanno aumentato la loro quota al 13,3%, aumentando le vendite del 30% rispetto alle stesse quattro settimane un anno fa.

La quota dell’e-commerce è arrivata al 13% del totale, con una battuta media pari a 81,88 sterline, oltre 6 in più rispetto a marzo 2019. Il problema della consegna a domicilio ha ingolfato il sistema e-commerce inglese di tutte le insegne della GDO, un dato su tutti: solo il 14,6% delle famiglie ha ricevuto una consegna online nelle ultime quattro settimane, rispetto al 13,8% di marzo 2019 ma probabilmente ben al di sotto della domanda

In conclusione salgono tutte le referenze “stock”: caffè macinato (+20,0%), conserve rosse (+37,3%), olio di semi (+40,6%), biscotti (+9,0%), pasta (+9,6%), conserve animali (+10,3%), riso (+15,2%), vegetali conservati (+16,0%). I comparti della dispensa non alimentare si sono invece stabilizzati, si segnalano la carta casa (+21,0%), i detergenti lavastoviglie (+19,1%) e la carta igienica (3,8%). Queste le referenze che crescono nella voce “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti (+124,5%), detergenti superfici (+29,1%), sapone per le mani solido e liquido (+41,2%), candeggina (+35,6%), alcol denaturato (+128,9%), salviettine umidificate (+15,3%); queste quelle tipiche del “resto a casa”: farine (+176,0%, fatturato triplicato rispetto al 2019), uova di gallina (+50,7%), ingredienti per pasticceria (+149,3%), burro (+69,5%), mascarpone (+155,6%), zucchero (+40,1%), panna UHT (+29,5%), lievito di birra (+217,4%), margarina (+80,4%). Cresce anche il Comfort food, il paniere dell’indulgence, quindi creme spalmabili dolci (+63,4%), tavolette di cioccolato (+21,7%), miele (+51,6%), patatine (+16,9%), vaschette di gelato (+22,5%), olive (+15,3%), pop-corn (+70%). Continuano anche i trend positivi di vino (+19,1%) e birre alcoliche (+18,5%).

Piangono decisamente le vendite dei prodotti da ricorrenza. Nelle ultime quattro settimane sono state vendute 10,1 milioni di singole uova di cioccolato, nello stesso periodo pre-pasquale dell’anno scorso la cifra era di 15,3 milioni (-33,9%). Le colombe, invece, sono a quota 5,4 milioni di confezioni vendute, rispetto agli 11 milioni dello scorso anno (-50,4%).

 

Fonti e approfondimenti