Comunicato Stampa
Il tema è di sicura attualità. Da tempo i diversi produttori di imballaggio si affannano e si affollano a proclamare la totale sostenibilità della propria offerta commerciale piuttosto che del loro materiale di imballaggio con il risultato di complicare un tema già molto complesso. Sono stati infatti condotti vari studi in materia di LCA (acronimo inglese di Life Cycle Assesstment – analisi del ciclo di vita) applicati agli imballaggi per ortofrutta, diversi per metodologia applicata, ambito considerato e conseguentemente risultati ottenuti.
Con lo spirito di tentare di fare un poco di chiarezza WWF Italia ha effettuato una approfondita review su tutti gli studi disponibili in materia arrivando alla conclusione che nel complesso gli imballaggi in cartone ondulato consentono un minor impatto ambientale pur non essendoci una tipologia di imballaggio che lo garantisce in assoluto in quanto, caso per caso, devono essere considerate le modalità di impiego in termini di distanze percorse, percorsi e modalità di lavaggio/riciclo e rapporto tara/peso del prodotto trasportato prima di tutto.
In tale logica pertanto è prioritario condividere l’impostazione per applicarla al caso specifico piuttosto che sventolare un risultato univoco valido in tutte le condizioni e quindi predisporre una metodologia di calcolo al servizio degli operatori della filiera.
Ma come si diceva in premessa tutto salta se dopo aver indagato non si diffondono i risultati della ricerca a chi è direttamente interessato.
E per un tema di tale complessità non è certo la comunicazione generalista lo strumento preferibile, inaccessibile per i costi e dai tempi troppo ristretti per un tema così articolato, bensì una attività molto più specifica, direzionata, orientata con precisione agli interlocutori sensibili e responsabili della filiera.
Parte pertanto in questi giorni la campagna di divulgazione scientifica dello studio condotto dal WWF verso tutte le insegne della grande distribuzione italiana, le associazioni di produttori ortofrutticoli, gli esportatori, i mercati ortofrutticoli oltre che le principali istituzioni, dai ministeri di agricoltura ed ambiente fino agli assessorati regionali. Ai referenti delle organizzazioni individuate sarà inviata una comunicazione personalizzata con la quale si fornirà loro la possibilità a prendere visione di quanto realizzato oltre che la disponibilità dei ricercatori di applicare al caso aziendale lo studio per definire, in quello specifico flusso logistico, l’imballaggio per ortofrutta con il minor impatto possibile.
Se l’obiettivo sono le politiche di marca occorre cogliere tutte le occasione per darne visibilità; prima di tutto sull’imballaggio
Anche in tempi di crisi le solite conferme: l’ortofrutta ritorna ad essere testimonial negativa involontaria della crescita dei prezzi, della dipendenza dalla gomma dei trasporti italiani e di un sistema logistico frammentato, debolissimo e farraginoso che facilmente evidenzia tutte le proprie inadeguatezze nei momenti critici.
Con il medesimo risultato che ne risente maggiormente chi la frutta e la verdura la produce. In sostanza l’anello più debole, anello nel quale si scaricano tutte le tensioni della filiera. Ciò non significa che il sistema sia debole o forte nel complesso, ma che sicuramente la produzione è l’anello più debole.
Il riequilibrio del rapporto di forze non si fa per legge. In questo senso ha ragione Tassinari di Coop Italia. L’art. 62 del decreto liberalizzazioni sulla disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari non risolve ma sposta il problema. Pur essendo lodevole l’iniziativa di percorrere il solco tracciato in Francia, ipotizzando che la filiera trovi una sintesi, non può essere solo questa la risposta.
Il vero problema risiede nella capacità della produzione di auto affermarsi, di determinare strade di sviluppo strategico innovative che proprio grazie al grado di innovazione commerciale di prodotto consenta alla produzione di svincolarsi dal periodo di crisi di turno di un operatore della filiera. Calano i consumi, aumentano le promozioni, si comprimono i prezzi alla produzione, ci rimettono i produttori; sale il prezzo della benzina, si ferma l’autotrasporto, la merce non va in consegna, ci rimettono i produttori; aumenta la produzione mondiale, aumenta la possibilità di scelta di chi compra, cala il prezzo alla produzione ci rimettono i produttori.
Cambiano i soggetti in crisi. Chi ci rimette sono sempre gli stessi. Ma perché questo?
E’ un problema di autoaffermazione. E’ più semplice per tutti scaricare le crisi sulla produzione perché fondamentalmente, a parte pochissimi marchi, l’ortofrutta non ha un nome, una faccia, un’insegna conosciuta, luoghi e provenienze ben identificate. L’ortofrutticoltura è parcellizzata ma presente, capillare ma senza luogo.
In questi giorni di scarsità di prodotto sugli scaffali della GDO quali immagini campeggiavano sui quotidiani? Reparti ortofrutta tristemente vuoti, fatti di imballaggi vuoti, generici, dello stesso di colore.
L’ortofrutta deve riappropriarsi del proprio nome, dei propri colori. E l’imballaggio è fondamentale per affermare la propria marca per uscire dall’ombra dell’anonimato e differenziarsi declinandola anche sugli strumenti di trasporto ed esposizione.
Deve passare il tempo della pura competizione di prezzo sia per chi produce ortofrutta sia per l’indotto spostando alla produzione ortofrutticola verso logiche di servizio aggiunto. Per questo l’imballaggio in cartone ondulato: perché è il più sostenibile per l’ambiente ed è il perfetto strumento di veicolazione della marca al consumatore.
Certo all’ortofrutta essere sotto i riflettori dell’opinione pubblica non fa bene, ma in caso di nuovo blocco dei trasporti vedere una foto di un reparto GDO ortofrutta sui più importanti quotidiani nazionali con imballaggi in cartone ondulato di una marca forte in evidenza e senza prodotto farebbe paradossalmente bene alla marca stessa, la ricorderebbe, aiuterebbe il consumatore ad identificare chi è colpito così forse la guarderebbe con occhi diversi ritrovandola poi a scaffale.
E in un mondo nel quale è praticamente impossibile conquistare le prime pagine, specialmente per chi soldi non ne ha, è determinante avere la capacità di sfruttare le occasioni che capitano cercando di trasformare i momenti di difficoltà in opportunità di visibilità.
In Italia ogni anno si acquistano dai 10 ai 13 milioni di alberi di natale di cui il 65% veri e i restanti finti, di materiale plastico. Ma quale delle due tipologie rispetta maggiormente l’ambiente?
Tralasciando il gusto dell’odore tipico di muschio e resina degli alberi veri così come il progressivo spelacchiamento di quelli finti, poter utilizzare più anni l’albero di natale in materiale sintetico potrebbe lasciar pensare ad un impatto ambientale minore. Ma a ben vedere è vero il contrario!
Secondo uno studio di Coldiretti per produrre un albero di Natale finto di circa 1,20 cm di altezza si sviluppano dai 12 ai 21 kg. di anidride carbonica a seconda che si usi PVC o Polietilene oltre alla quantità di risorse non rinnovabili impiegate e all’energia per smaltire il prodotto. Il processo è fortemente energivoro e neppure l’utilizzo ripetuto negli anni lo abbatte in maniera consistente.
Pochi sanno, e in questo ognuno di noi dovrebbe essere impegnato per fare di più, che non c’è nulla di più naturale della stessa natura. Così come riportato dai consigli del corpo forestale l’acquisto di un abete vero per natale e il suo corretto utilizzo successivo garantiscono il massimo rispetto ambientale. Gli abeti presenti sul mercato natalizio derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche che occupano stagionalmente oltre mille aziende agricole specializzate, mentre il restante 10 per cento proviene dalla normale pratica forestale. In Italia la coltivazione dell'albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana e in Veneto. Solo in Toscana circa 800 ettari sono destinati a questa coltivazione, soprattutto nelle zone montane e collinari dove si utilizzano terreni marginali, incolti e pascoli altrimenti destinati all'abbandono e al conseguente degrado idrogeologico.
E’ nei vivai così come nei terreni marginali che vengono garantiti piani di espianto e reimpianto che consentono di mettere a dimora un numero superiore di piante giovani con un forti processi di fotosintesi che producono saldi positivi di ossigeno nell’ambiente.
Allo stesso modo l’industria della carta. In Scandinavia la produzione di carta di fibra vergine reimpianta più di ciò che taglia immettendo più ossigeno dell’anidride carbonica che produce. In Europa, area da cui proviene il 94,4% della carta impiegata in Italia, le foreste sono cresciute del 30% dal 1950.
Allo stesso modo gli imballaggi per ortofrutta: fatti di fibra vergine rinnovabile per garantire tenuta e igiene totale del prodotto contenuto, inseriti in un circuito con oltre l’80% del materiale riciclato e con un ridottissimo impatto ambientale. Nella filiera ortofrutticola gli imballaggi in cartone risultano essere i meno impattanti così come analizzati dallo studio LCA del Politecnico di Milano in base al bilancio positivo delle risorse rinnovabili utilizzate, alla minimizzazione della materia prima utilizzata e alla riduzione dei trasporti.
Link:
Scarica il Paper del Politecnico di Milano (link pdf)
http://www.it.twosides.info/#page=Latest-5
http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1772
Il Consorzio Bestack associa 9 aziende italiane che producono imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta con complessivamente 13 stabilimenti dislocati in tutto il territorio nazionale. Dai dati statistici disponibili, da circa 3 anni a questa parte l’imballaggio in cartone ondulato ha superato in quota di mercato il legno relativamente all’impiego nell’ortofrutta divenendo la tipologia di imballaggio per ortofrutta maggiormente utilizzata per confezionare l’ortofrutta italiana. Se a tale dato si aggiunge che i soci del Consorzio Bestack rappresentano la pressoché totalità della produzione italiana e che lo standard dimensionale Bestack è utilizzato da oltre il 75% degli imballaggi in cartone ondulato risulta evidente come l’imballaggio in cartone ondulato Bestack sia lo standard di imballaggio più diffuso in ortofrutta.
La diffusione di uno standard, come la teoria insegna, è il primo elemento per la sua affermazione in relazione ai vantaggi che crea e al numero degli operatori che lo utilizzano. L’aumento della diffusione determina un incremento più che proporzionale dei vantaggi. Maggiore è l’impiego, maggiore sarà la richiesta di utilizzo.
Tale concetto, che nella teoria trova una forte solidità, è confermato e amplificato in ambiti fortemente complessi nei quali è maggiore la richiesta di semplificazione come per la filiera ortofrutticola dove le complessità sono elevatissime in termini di parcellizzazione della produzione, stagionalità, provenienze e destinazioni. E’ nelle piattaforme della GDO che è richiesto un imballaggio standard, non solo per la parte di referenze in consegna diretta ….troppo facile, ma anche per le chiusure di mercato, per definizione non prevedibili.
E’ lì che un imballaggio standard, utilizzato indipendentemente dalla provenienza o dalla destinazione, fa la differenza. E’ così che in piattaforma poi arriveranno prodotti in imballaggi tutti uguali. E’ così che si è affermato lo standard di imballaggio Bestack, non imposto da nessuno ma utilizzato perché semplifica la logistica e abbassa i costi.
http://www.bestack.com/mission.html
Comunicato Stampa
Martina presenta la certificazione di prodotto per gli imballaggi in cartone ondulato Bestack Quality Approved
Sin dalla prima partecipazione Bestack ha interpretato la propria presenza in fiera tentando di dare un proprio contributo di contenuto all’evento.
Quest’anno Bestack, che come tradizione sarà come sempre al centro del padiglione stand n° dal 271 al 274 e dal 287 al 290, presenterà a Macfrut la certificazione di volontaria di prodotto Bestack Quality Approved – BQA - per gli imballaggi in cartone ondulato: una grande novità del 2011 che porta reali vantaggi ai produttori ortofrutticoli, prima di tutto economici. La certificazione garantisce il rispetto di uno standard logistico dimensionale europeo, le prestazioni di tenuta e la maggiore sostenibilità ambientale degli imballaggi in cartone ondulato che riportano il bollino di qualità. Dal primo gennaio 2011 i Piani Operativi consentono alle OP di ottenere un contributo sull’acquisto di imballaggi BQA di 0,099 €/scatola: di fatto un ristorno di 50.000 € per milione di scatole in cartone ondulato BQA.
Bestack ha scelto Martina per presentare la certificazione che purtroppo per i visitatori non è né Martina Stella né Martina Navratilova né tantomento Martina Colombari. E’ semplicemente Martina, protagonista della striscia fumetto utilizzata da Bestack con il WWF per fare informazione e cultura ambientale nelle scuole. Martina guiderà grandi e piccini all’interno dello stand nel LAB.ir.IN.to., contemporaneamente parola di senso compiuto e dai contenuti composti che invita ad entrare dentro ad un laboratorio creativo e didattico. Seguite le onde del cartone ondulato. Martina vi aspetta!
26-09-2011
Comunicato Stampa
Il Consorzio Bestack si rafforza. Con l’assemblea dello scorso 26 settembre è stato ratificato l’ingresso nella compagine consortile di due nuovi soci: Scatolificio Sandra di Parma e Trevikart del gruppo Pro-gest di Treviso, leader italiano nella produzione di carte riciclate.
“Con l’ingresso dei due nuovi soci – ci spiega Claudio Dall’Agata Direttore del Consorzio Bestack – le aziende socie diventano 9. Di fatto, anche in relazione anche ai contatti in essere con altre aziende di produzione di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta che a breve speriamo di formalizzare, possiamo dire che a Bestack aderisce 100% dei produttori italiani.
Coinvolgere tutte le aziende che producono imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta – continua Dall’Agata – era uno degli obiettivi che il Consorzio si è dato sin dalla sua costituzione. E’ infatti fondamentale la rappresentatività e il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti nella definizione di progetti strategici di settore. Determinante è poter parlare con un’unica voce alle istituzione e al mercato specialmente se l’obiettivo è sviluppare progetti innovativi, di ricerca, di indirizzo, primo tra tutti ambientale, oltre che sviluppare una campagna di comunicazione di settore univoca è condivisa. Ad oggi possiamo ancor più forte affermare che gli imballaggi in cartone ondulato Bestack, e quindi di tutti i produttori italiani, rispettano l’ambiente.
26-09-2011
Comunicato Stampa
Gli organi del Consorzio Bestack a seguito della dolorosa e prematura scomparsa del proprio Presidente, Danilo Reggiani, hanno nominato i nuovi amministratori. Dal 26 settembre Pietro Attoma, già attuale Vice Presidente, assume l’incarico di Presidente. Attoma, dirigente apprezzato e di grande esperienza, dopo aver ricoperto incarichi di direttore in tre stabilimenti di International Paper è l’attuale Presidente di GIFCO – Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato – e Vice Presidente, dopo esserne stato il Presidente, di Comieco, Consorzio Italiano per il recupero delle materie prime seconde a base carta.
Entrano nel Consiglio Direttivo di Bestack, con l’incarico di Vice Presidente, Paolo Pratella, attuale Amministratore delegato di International Paper, Fausto Ferretti e Bruno Zago amministratori delegati rispettivamente di Scatolificio Sandra e Trevikart del gruppo Progest.
26-09-2011
Comunicato Stampa
Un documento del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ammette a contributo la certificazione volontaria di prodotto Bestack per gli imballaggi in cartone ondulato (contenenti fibra da foreste certificate) per ortofrutta grazie alla loro maggiore sostenibilità ambientale. Questa agevolazione economica si basa sulla considerazione che l’uso di imballaggi che, in virtù delle loro proprietà e caratteristiche fisiche vanno oltre i requisiti minimi legali comportano evidenti benefici ambientali, possono essere oggetto di sostegno con i programmi operativi.
I produttori ortofrutticoli associati in forma di Organizzazioni di Produttori che per trasportare i propri prodotti utilizzeranno imballaggi in cartone ondulato certificati potranno quindi accedere ai contributi previsti dall’Unione europea e vedersi quindi rimborsati parte del costo di acquisto di questi imballaggi. Un premio, quindi alle aziende ortofrutticole che scelgono di trasportare i propri prodotti utilizzando imballaggi ottenuti anche da cartone certificato Pefc. In Italia, gli imballaggi di questo tipo sono riconoscibili dalla certificazione “Bestack Quality Approved - BQA”, strumento consortile definito dalle industrie produttrici e rilasciata dall’Istituto italiano dei Plastici sulla base di uno specifico protocollo e a seguito di una scrupolosa verifica tecnica. Il marchio certifica che tali imballaggi sono utilizzano un unico standard dimensionale, hanno prestazioni tecniche garantite, sono realizzati con carte prodotte con fibre provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile sono innovativi, più efficienti, igienici al 100% e più ergonomici per il prodotto trasportato.
29-09-2011
Comunicato Stampa
WWF e Bestack, consorzio italiano delle aziende produttrici di imballaggi in cartone ondulato, hanno condotto uno studio per offrire un punto di vista obiettivo e approfondito sugli impatti ambientali delle cassette per l’ortofrutta. Gli imballaggi infatti possono rappresentare un grosso spreco di risorse ed energia e il cui uso dovrà necessariamente essere reso più sostenibile nell’immediato futuro. WWF ha selezionato sette studi tra i più referenziati e approfonditi in letteratura riguardo alle cassette in cartone monouso e in plastica riutilizzabili per il trasporto di ortofrutta, e a valle dell’analisi sono emersi vantaggi ambientali dell’imballaggio per ortofrutta in cartone nella maggior parte dei casi, sebbene occorra valutare le specificità caso per caso. Dal momento che sono stati identificati margini di miglioramento per gli imballaggi in cartone, sono già state identificate da Bestack azioni virtuose come l’impiego di materiali più performanti, la riduzione della massa dei contenitori, percentuali di riciclo crescenti. Inoltre il consorzio sta promuovendo sempre più l’utilizzo di carte vergini con certificazione forestale, la riduzione dell’utilizzo di acqua e la massimizzino la raccolta del macero riciclato. Bestack è una delle aziende del settore carta che supporta la piattaforma “Imprese per le Foreste”, realizzata dal WWF Italia e dedicata al tema della gestione forestale sostenibile. http://impreseperleforeste.wwf.it/
12-09-2011
Comunicato Stampa
E’ il suggello dell’intensificarsi delle attività del Consorzio Bestack nel recente passato, la vetrina virtuale per dare ulteriore visibilità a quanto il Consorzio sta facendo a favore della filiera e degli operatori ortofrutticoli. Da oggi, lunedì 27 giugno, è on-line la versione aggiornata del sito www.bestack.com. Vuole essere, per l’imballaggio in cartone ondulato per ortofrutta, un contenitore di informazioni, notizie, iniziative, ricerche, studi, attività di promozione, innovazione, documentazione tecnica, che avrà come filo conduttore l’innovazione logistica, le opportunità normative e la sostenibilità ambientale: temi sui quali si concentra l’attività di Bestack.
«In un mondo della comunicazione sempre più fitto di attori, con messaggi banalizzati e sempre meno impattanti – spiega Claudio Dall’Agata, Direttore di Bestack - lo strumento web rischia di divenire uno dei mille biglietti da visita che si perdono nelle agende, mai al suo posto quando serve, difficile da ricordare e sommerso da tanti altri».
Per questo Bestack ha scelto di realizzare il proprio spazio web cercando di favorire l’interazione con il visitatore, non attraendolo solo con ciò che fa e realizza - anche perché Bestack nulla produce - ma puntando a fornire informazioni che sostengono, promuovono e giustificano l’utilizzo del cartone ondulato puntando su contenuti, dati, studi scientifici, prove provate e non slogan urlati. In sostanza per contribuire a fare un poco di informazione che stimolino il visitatore ad approfondire. Il tutto rivolto alla filiera, al mondo dell’ortofrutta.
E’ nato così un sito poliedrico di notizie e video, realizzato da Linea Studio Produzioni, produttore tra l’altro dell’informazione anche del portale web www.agrilinea.tv.
Il sito si compone di diverse aree. In primo luogo la parte istituzionale dedicata alla mission di Bestack e alla descrizione delle aziende partner, Wwf su tutte, oltre alle altre parte dell’intera filiera della produzione di carta e cartone, dalla coltivazione di alberi al riciclo. Scorrendo il menù: il cuore del sito, lo spazio informativo. News in prima battuta, quotidianamente aggiornate e focalizzate sulle novità della produzione ortofrutticola italiana, sui temi ambientali e sulle principali avvenimenti legati a mercato e Gdo, e status e aggiornamento normativo sugli imballaggi per alimenti con in evidenza la certificazione di prodotto Bestack Quality Approved.
Da ultimo la parte dedicata alla comunicazione/divulgazione composta dai contenuti video e fotografici, quella per la stampa con la sintesi degli studi scientifici condotti, oltre che ai riferimenti del progetto scuole che molti successi già oggi sta riscuotendo.
«Lo abbiamo pensato – prosegue Dall’Agata - denso di informazioni dedicate in particolare alla sostenibilità ambientale dei nostri imballaggi perché, come teorizzano i principi del marketing, per competere occorre sempre più sviluppare ed evidenziare le proprie componenti di servizio rispetto al prodotto che si offre, quindi per noi, anche rispetto all’imballaggio».
24-06-2011
Comunicato Stampa
L'utilizzo del cartone riciclato negli imballaggi per il trasporto di ortofrutta si va sempre di più diffondendo e rappresenta la migliore soluzione dal punto di vista ambientale. E' quanto emerge da una analisi di Wwf e Bestack, consorzio italiano delle aziende produttrici di imballaggi in cartone ondulato, dedicata alla individuazione delle soluzioni più sostenibili nei sistemi di imballaggio nel settore ortofrutticolo, nell'anno internazionale dedicato alle Foreste.
L'ortofrutta -si legge in una nota- rappresenta un importante settore dell'economia nazionale e circa il 25% dell'intera produzione lorda vendibile agricola italiana, soggetto a rapidi cambiamenti legati alle dinamiche del commercio internazionale, tra cui un aumento della distanza tra il luogo di produzione e di consumo, un'arena competitiva internazionale, il peso crescente delle moderne superfici distributive, l'introduzione di nuovi prodotti sul mercato per effetto del cambiamento negli stili di vita e di consumo. E' quindi sempre più importante considerare l'impatto dell'imballaggio. I principali sistemi sono le cassette monouso in cartone ondulato e quello multiuso delle cassette in plastica a sponde abbattibili.
L'analisi condotta ha evidenziato considerevoli vantaggi ambientali nell'imballaggio per ortofrutta in cartone nella maggior parte dei casi, questo sebbene occorra valutare le specificità caso per caso. Il risultato emerge analizzando gli studi qualitativamente più approfonditi, maggiormente rigorosi riguardo alla formalità del metodo, con un elevato grado di rappresentatività del caso italiano, oltre che adeguatamente referenziati.
''L'utilizzo di imballaggi che garantiscono performance ottimali e maggiore sostenibilità è ormai una scelta obbligata per la nostra società, verso cui devono tendere tutti i grossi utilizzatori e distributori'', dichiara Massimiliano Rocco responsabile Foreste Wwf Italia. I contenitori in cartone risultano più convenienti dal punto di vista ambientale nelle distanze maggiori perché, all'aumentare del peso del contenitore, aumenta l'influenza dell'impatto della fase di trasporto sull'impatto totale. Infatti i contenitori in plastica riutilizzabili devono compiere una tratta di trasporto in più rispetto ai contenitori in cartone che vengono riciclati vicino al punto di destinazione.
Per gli imballaggi di cartone, sono già state identificate azioni di miglioramento come l'impiego di materiali più performanti, la riduzione della massa unitaria dei contenitori, percentuali di riciclo crescenti, già oggi in Italia superiori all'80%, dato in assoluto più alto in Europa tra tutti i materiali.
Sulla base dei risultati dell'assestment Bestack ha deciso di percorrere la strada della sostenibilità ambientale con maggiore convinzione. In primo luogo incrementando la qualità e le prestazioni dei propri imballaggi promuovendo, primi nel mondo, la certificazione volontaria di prodotto sull'imballaggio ortofrutticolo. Bestack Quality Approved, questo il nome della certificazione, garantisce l'imballaggio nelle specifiche condizioni di impiego, personalizzandolo sul prodotto e riducendo il materiale impiegato.
24-06-2011
Comunicato Stampa
Si chiama “…. E tu coinvolgi una classe?”, è rivolto alle classi terze e quarte delle scuole primarie, parla di carta, cartone e rispetto ambientale.
Che cos’è? È un progetto di divulgazione didattica del Consorzio Bestack per l’anno scolastico 2011/12.
A seguito dell’inizio della collaborazione con il WWF sulla diffusione dei temi ambientali, Bestack ha deciso di muoversi in prima persona nelle scuole. “Stiamo costruendo un progetto – ci spiega Claudio Dall’Agata Direttore di Bestack -che vede protagonisti oltre 200 tra commerciali e dipendenti delle aziende socie al Consorzio a cui chiediamo di contattare una classe di scuola elementare. Miriamo a coinvolgere 5.000 bambini nel corso del prossimo anno organizzando per loro un incontro ludico/culturale sul cartone ondulato e i suoi benefici a livello ambientale. Spieghiamo poche cose: la garanzia di igiene e l’alimentarietà della carta di fibra vergine, tema fra l’altro attualissimo; l’importanza della carta riciclata e le sue modalità di produzione; la sostenibilità ambientale e la certificazione forestale che garantisce reimpianti superiori al taglio degli alberi”.
Tutto questo è sintetizzato da Tina, protagonista di in un simpatico gioco/puzzle/fumetto realizzato dalla creatività di Ugo Bertotti che viene distribuito a tutti i bimbi delle classi coinvolte. Occorre staccare figure e fumetti da un fustellato in cartone ondulato per costruire una sequenza di fumetti tridimensionali che compongono una storialla.
“L’idea è quella di stimolare la lettura – continua Dall’Agata – associandola alla creatività e alla confidenza con il materiale”.
Tra fine maggio ed inizio giugno a Cesena è stato testato il format del progetto grazie all’iniziativa di Luca Molari di International Paper che ha coinvolto le scuole elementari Moretti di Cesena, di San Vittore, San Carlo e Borello per un totale di 10 classi e oltre 200 bambini. I risultati sono eccezionali. “Io e Molari – continua Dall’Agata – ci siamo improvvisati animatori. Abbiamo trovato bambini e maestre curiose di sapere, sorpresi nel vedere sfatati falsi miti ed entusiasti dell’iniziativa. L’obiettivo è continuare e magari portare i più bravi….. in un’Oasi”
23-05-2011
Comunicato Stampa
Ennesima iniziativa del Consorzio dei Produttori di Imballaggi in Cartone ondulato per ortofrutta a sostegno della ricerca e della diffusione di una più responsabile cultura ambientale
In linea con la dichiarazione ONU del 2011 come Anno delle Foreste, Bestack rinnova la propria collaborazione con il WWF sostenendo l’iniziativa “Imprese per le Foreste”.
http://impreseperleforeste.wwf.it/
Dopo la Green Economy anche il Green Marketing rischia di far seguire le ombre alle sfarzose luci iniziali.
Che tutti i settori puntino sul tema ambientale non è più una novità, anzi è da un po’ che se ne rischia l’abuso, spinti come si è nel rincorrere per il proprio target di riferimento il contenuto più smart, cool ed emotional – per usare un linguaggio da pubblicitari.
I messaggi di comunicazione ambientale, sintetici e suadenti, parlano alle orecchie e non al cervello del consumatore. Non si parla di contenuti scientifici solidi ed incontrovertibili. Risultato? Se ne sente di ogni. Tutto e il contrario di tutto.
In questa melassa di comunicazione occorre riconquistare la credibilità di ciò che si dice e non solo urlare ciò che fa comodo – ci spiega Dall’Agata Direttore del Consorzio Bestack. Ed è con questa logica che il settore della produzione di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta ha scelto di partecipare alle attività proposte da WWF Italia nell’ambito dell’iniziativa “Imprese per le Foreste”, affidando a WWF uno studio sulla sostenibilità del proprio prodotto. Siamo – continua Dall’Agata – a tutti gli effetti Imprese che lavorano nelle e con le foreste, le prime ad essere interessate a rinnovarle e non a distruggerle, ad aumentare la loro estensione e gestirle in maniera responsabile, a favorire il loro ruolo di polmone ambientale a livello planetario e non miniera per mobili. E tutto questo lo facciamo anche per avere con certezza materia prima vergine con la quale garantiamo la totale igienicità degli imballaggi a contatto con gli ortofrutticoli oltre che garantire, grazie a percentuali di recupero e riciclo superiori all’80% ineguagliate a livello mondiale, materia prima seconda da utilizzare nella produzione di imballaggi con riciclato.
L’impegno di Bestack non si è fermato qui. Bestack vuole fare della ricerca e dell’orientamento ambientale la propria bandiera dello sviluppo tentando di riportare sui contenuti scientifici l’approccio ambientale delle aziende.
WWF ha revisionato gli studi ambientali sugli imballaggi per ortofrutta, italiani ed esteri, finanziati ed indipendenti, di agenzie specializzate oltre che di dipartimenti scientifici di famose Università con la logica di fare chiarezza e con lo scopo di sgombrare il campo da prese di posizioni di parte, riportando la palla al centro, utilizzando sistemi di analisi codificati ed univoci, tentando quindi di far parlare la ricerca, quella vera ed indipendente. E i risultati ci dicono che gli studi qualitativamente più approfonditi, maggiormente rigorosi riguardo alla formalità del metodo, con un elevato grado di rappresentatività del caso italiano, oltre che adeguatamente referenziati, evidenziano considerevoli vantaggi ambientali nell’imballaggio per ortofrutta in cartone nella maggior parte dei casi.
Ma poiché i risultati delle ricerche vanno anche comunicati il WWF ha predisposto, anche in questo caso con il sostegno di Bestack, un programma di diffusione della cultura e di comportamenti ambientali nelle scuole elementari su tutto il territorio nazionale. Perché non solo il 2011 sia l’anno delle foreste, ma anche dal 2012 in poi….checche i Maya ne dicano!
23-05-2011